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Il gioco di ruolo fantasy on line per PC più diffuso del pianeta, ossia World of Warcraft (che vanta ben 6,5 giocatori mondiali) è servito come modello simulativo per studiare gli effetti si un'eventuale pandemia su scala mondiale.
Nel gioco, infatti, un bug ha "colpito" il rettile Hakkar, che poteva così infettare i suoi avversari con il "sangue corrotto", una malattia terribile e contagiosa.
Sopravvissuti allo scontro o fuggiti con l'incantesimo dle teletrasporto, alcuni giocatori trasportarono il virus nelle città del gioco, evento mai previsto dai creatori della serie.
L'epidemia fu terribile per i giocatori, ma è stata un inaspettato terreno di studio per il Professor Eric Lofgren della Rutger University del New Jersey e per la collega Nina Fefferman della Tuft university di Boston.
I due docenti pubblicheranno i loro risultato sul prossimo numero dell'autorevole rivista medica Lancet, riferiti al comportamento dei personaggi nel gioco che è stato studiato come modello per capire cosa potrebbe succedere in un'epidemia reale.
"I giocatori sembravano sentirsi veramente a rischio e prendevano sul serio la minaccia del contagio. I mondi virtuali sono utilissimi per studiare il comportamento umano in situazioni estreme non ricreabili nella realtà", ha spiegato la Proifessoressa Fefferman.