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Per la prima volta dopo dieci anni in Gran Bretagna la censura ha messo al bando un videogioco, vietando Manhunt 2, considerato uno spot per il sadismo e gli omicidi brutali. Il primo Manhunt, uscito nel 2003 e classificato per i maggiori di 18 anni in Gran Bretagna, nel 2004 suscitò polemiche dopo che i genitori di un ragazzino di 14 anni ucciso a coltellate accusarono il gioco di aver ispirato l'assassino, un diciassettenne.
Con la decisione del British Board of Film Classification, o Bbfc, il gioco pubblicato da Take-Two Interactive Software non potrà essere venduto legalmente in Gran Bretagna.
In una dichiarazione sul sito web dell'istituzione, il direttore del Bbfc David Cooke ha detto che respingere un'opera è stato un fatto molo grave, una decisione che non si prende con leggerezza. Ha detto che il consiglio avrebbe preferito tagli o modifiche ma che in questo caso non erano possibili.
"Manhunt 2 si distingue dagli ultimi videogiochi di fascia alta per i suoi toni costantemente desolanti ed insensibili in un contesto di gioco che costantemente incoraggi all'omicidio viscerale con una straordinaria mancanza di leggerezza e distanza. C'è un consistente sadismo nel modo in cui questi omicidi vengono commessi ed incoraggiati", ha affermato Cooke.
Il divieto da parte del Bbfc è il primo dal 1997, quando fu messo al bando Carmageddon in cui i giocatori dovevano investire con l'auto dei pedoni. La decisione fu però ribaltata in appello. Cosa che anche i creatori di Manhunt hanno i diritto di chiedere.