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Sony taglierà le proprie spese nel settore dei chip e potrebbe decidere di non produrre autonomamente i chip di ultima generazione usati nella sua Playstation 3.
Lo ha detto Yutaka Nakagawa, vice presidente esecutivo della società, specificando che gli investimenti nel settore scenderanno significativamente dai 460 miliardi di yen (3,8 miliardi di dollari) allocati nei tre anni fiscali dall'aprile 2004.
Migliorare la redditività della divisione chip è importante per Sony, che ha come obiettivo un margine operativo del 5% nell'anno fiscale che inizia ad aprile dallo 0,7% del periodo precedente. Sony sta già producendo i cell chip, chiamati "supercomputer su un chip", usando circuiti da 90 e 65 nanometri, e progetta di spostarsi sulla varietà a 45 nanometri entro il 2009. Un nanometro è un miliardesimo di un metro.
I circuiti più sottili hanno però bisogno di investimenti iniziali consistenti, mentre i costi per le macchine che producono i componenti aumentano.
"Approssimativamente programmiamo di iniziare la produzione commerciale di chip a 45 nanometri a fine 2008 o inizio 2009. Studieremo attentamente se compiere tutti gli investimenti di capitale e produrli da soli" ha detto Nakagawa.
"Quando abbiamo offerto la PS2, non c'erano società di semiconduttori capaci di fare chip per la console, così li abbiamo costruiti noi. Ma ora ci sono" ha spiegato.
Taiwan Semiconductor Manufacturing e United Microelectronics, i primi due produttori "contrattisti" di chip al mondo sono in grado di fare questi componenti. "Stanno investendo in maniera aggressiva sulla tecnologia.... non avremo probabilmente bisogno di fare tutto da soli per i chip della prossima generazione" ha concluso Nakagawa.