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I genitori di Stefan Pakeerah, ragazzo quattrodicenne ucciso due anni fa dal coetaneo Warren LeBlanc lanciano nuove accuse contro i Rockstar ora che il caso Manhunt sta tornando alla ribalta per il suo seguito appena annunciato dal gruppo americano.
Patrick and Giselle Pakeerah insistono sull'attacco spietato contro il proprio figlio ispirato dal primo videogiochi Manhunt nonostante il giudice non lo abbia riconosciuto e chiedono di limitare i videogiochi violenti per evitarsi il ripetersi di tali assassini giovanili. Warren LeBlanc, l'autore del delitto, č intanto in prigione e sta scontanto la sua pena a vita.
Il signor Pakeerah, ha commentato l'annuncio del nuovo episodio di Manhunt: "Sono molto deluso. Questo č mettere sale su una ferita aperta nel mese in cui ci sarą il secondo anniversario della morte di Stefano. Sono molto sorpreso che facciano questo dopo tutto quanto č accaduto e tutta la pubblicitą. E' un insulto alla memoria che abbiano annunciato questo gioco nel mese dell'anniversario della morte di mio figlio. Questi esperti di giochi fanno un sacco di soldi moralmente indecenti. Perchč spingono tanta violenza nella societą?".
Il parlamentare inglese della sezione di Leicester East, Keith Vaz, ha dato ampio sostegno ai genitori nelle loro campagne e ha detto di sentirsi "stupito" che i Rockstar abbiano deciso di fare un seguito.: "E' una contraddizione verso chi sta lavorando molto per assicurare che qualcosa č fatto per controllare la natura violenta dei videogiochi".
Un portavoce dei Rockstar ha commentato: "Il verbale del caso LeBlanc in tribunale rende molto chiaro che il giudice, la difesa, il pubblico ministero e la polizia di Leicester hanno tutti enfatizzato come Manhunt non ha avuto alcun ruolo nel caso". Quindi nessuna ammissione nč tantomeno scuse da parte del ricco produttore ai genitori di Stefan Pakeerah.