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PRO EVOLUTION SOCCER 5
Pro Evolution Soccer è la simulazione calcistica più venduta di tutti i tempi, acclamata dal pubblico e dalla critica come il numero uno. Lo scorso anno ha battuto ogni record con oltre 400.000 copie vendute, ed anche per questa nuova edizione l'attesa è davvero tanta. All'orizzonte ci sono infatti le "nubi" delle next-generation consoles, e già da tempo Shingo "Seabass" Takatsuka è molto tentato dalle potenzialità delle nuove macchine. PES 5 ultimo capitolo della serie su Ps2? Forse no, ma molto probabilmente sarà il penultimo. Ormai i limiti hardware del 128 bit Sony non consentono di realizzare tutte le idee dei programmatori KonamiTyo e di lanciarsi con forza nel campo del gaming on line che tanto sta "intrigando" lo storico team Konami. Ma questo è il futuro, mentre il presente è già qui con Pro Evolution Soccer 5, che anche quest'anno si confronta on il rivale della serie Fifa per lo scettro di miglior simulazione calcistica 2005-2006. E se l'anno scorso la vittoria di PES 4 su Fifa 05 fu certa ma non così netta, quest'anno PES 5 umilia letteralmente Fifa 06. Usiamo questi temini così netti e duri nei confronti del titolo EA Sports non per un'adulazione sterile verso PES 5, ma proprio perchè la realtà è questa, piaccia o non piaccia. Con Pro Evolution Soccer 5 si raggiunge un nuovo stadio del divertimento calcistico videoludico: giochi perchè è il gioco stesso che ti incoraggia a farlo. Perchè quando giochi le qualità che sviluppi mentre il controller diventa una pura estensione delle tue mani ti danno soddisfazioni tali da farti continuare. Giochi- semplicemente- perchè è il miglior gioco nel suo genere. Marcature rigide, deviazioni realistiche, portieri che prendono decisioni sulla posizione molto intelligenti invece che uscire dall'area o stare passivamente al limite dei sei metri. E quando perdi non sei dispiaciuto perchè il gioco ti ha battuto, in quanto ti rendi conto che i giocatori controllati dalla CPU sono stati più forti. L'esame del comparto tecnico del gioco non fa che dimostrarne con certezza l'assoluto valore e l'ottima cura che anche quest'anno ne impreziosisce ogni aspetto. Il comparto grafico è già un grandissimo biglietto da visita per il gioco. Infatti, a parte un filmato iniziale in CG più tecnologico del solito ma comunque anonimo e poco significativo, il resto dell'impatto visivo è davvero un gaudio per gli occhi. Innanzitutto la maggior parte dei giocatori sembrano più realistici di prima: alcuni di essi che nel prequel dell'anno scorso apparivano infatti un pò carenti come somiglianza alle controparti reali, ed ora sono stati notevolmente "aggiustati". J.Zanetti, Cannavaro, Henry sono solo i primi nomi che ci vengono in mente. Certo, permangono però ancora dei calciatori anche famosi poco somiglianti (Stankovic, Adriano ed altri). Ma le novità grafiche più pregevoli riguardano innanzitutto l'eliminazione (finalmente!) dei classici rallentamenti nei momenti di maggior affollamento su schermo (corner, calci piazzati in genere e mischie sottoporta; problema risolto anche grazie allo stratagemma di diminuire il pubblico sugli spalti in prossimità della zona del calcio d'angolo). Da urlo ancora una volta le animazioni, sempre più raffinate ed armoniche. Ora i giocatori si muovono meglio in campo, lottano per la posizione in maniera più decisa rispetto al passato, e poi spingono, pressano, controllano la palla in maniera ultra realistica, dribblano, fintano e compiono tanti altri gesti tecnici in maniera più efficace e realistica del passato. Tutto ciò che si vede su un campo di calcio è reso in maniera eccellente. Il paragone con Fifa 06 è in questo campo davvero imbarazzante, e lasciate pure perdere i tanti discorsi relativi alle sessioni di motion capture targate EA. Una fisica della palla ancora più realistica, tantissimi effetti speciali: pubblico interattivo (e anche qui: finalmente!) con soggetti in 3D discretamente credibili sugli spalti e non più la solita melassa spalmata di pixel, la presenza di cambiamenti metereologici davvero visibili ed incidenti (neve, pioggia, freddo che "visualizza" il respiro affannoso dei giocatori) completano un quadro che definire eccellente non è assolutamente un eufemismo. E poi sono state aggiunte un bel pò di cut-scenes all'interno delle partite (già viste in WE 9): quando si dà il vantaggio, il giocatore (se si è infortunato) rimane a terra a soffrire mentre il gioco prosegue, il giocatore infortunato che, quando viene sostituito, si porta a bordo campo toccandosi la gamba, vari nuovi tentativi di scatenare una rissa dopo un brutto fallo e tante altre valide scenette. Le piccole carenze nel settore grafico riguardano alcune maglie delle squadre (ancora riferite alla passata stagione), una gestione degli highlights non perfetta e qualche stadio decisamente brutto da vedere. In sonoro è invece il solito punto debole della "corazzata" PES, ed anche questa volta il confronto con Fifa è davvero perdente. A parte la solita telecronaca insulsa e sostanzialmente inutile di Civoli e Sandreani (il quale peraltro sostiene il realismo delle frasi pronunciate e della validità della telecronaca nel gioco, beato lui), gli stessi effetti sonori sono poco incisivi, la folla non appare così partecipe ed i cori nelle partite sono davvero anonimi. Di musiche è invece inutile parlarne, dato che non ve n'è traccia, se non il jingle prolungato nel menu iniziale che è francamente scadente. Comunque, per correggere queste pecche arriveranno presto delle patch dai vari team di appassionati che renderanno giustizia a questo aspetto un pò penalizzante del gioco. Ma il top del divertimento con Pro Evolution Soccer 5 lo si raggiunge indubbiamente nella giocabilità. Lo sappiamo, ogni anno si ripetono le stesse parole, gli stessi superlativi, gli ennesimi sostantivi. Ma la realtà dei fatti impone che anche quest'anno si ricorra ai soliti superlativi assoluti. Partiamo innanzitutto con le novità più importanti in ordine sparso: versione PS2 finalmente giocabile on-line, l'aggiunta di nuovi ruoli (seconda punta (attaccante rapido spalla del centravanti) e terzino di spinta tipo Cafu) che permetteranno al giocatore di raffinare ancor di più le proprie tattiche di gioco, un'IA davvero sofisticata (compresa quella dei portieri, ora generalmente accettabili) e molto altro ancora. Oltre a queste cose, PES 5 porta un sistema di gestione della resistenza molto migliorato. Con questo nuovo sistema i giocatori possono infortunarsi in una partita anche senza essere toccati dagli avversari, come risultato di allenamenti troppo intensi. Il fattore divertimento viene agevolato dal solito eccellente sistema di controllo dei giocatori, ma anche da un'impostazione estremamente sofisticata e simulativa. Il gioco è ora marcatamente più fisico, con scontri anche vistosi spesso non sanzionati dal fallo. Ciò è una caratteristica delle versioni europee del gioco, dato che per quelle giapponesi -viste le caratteristiche di quel tipo di calcio- Konami privilegia un impatto più soft. E poi gli avversari comandati dalla CPU sono ora molto aggressivi: iniziano a pressare appena il portiere lancia la palla e diventa molto difficile tener palla e costruire le azioni. A parte questo, nella gestione dei vari movimenti si nota anche come il team KonamiTyo abbia voluto sempre di più privilegiare l'abilità individuale (e quindi l'allenamento) rispetto al gioco raffazzonato e casuale del passaggio continuo alla cieca favorendo il gioco preciso, ben direzionato e con una certa dose di forza. Così si verifica subito che il sistema di passaggi automatici non è sempre così fruttifero. Questo, se da un lato aumenta la difficoltà del gioco, dall'altro consente maggiori soddisfazioni a coloro che amano essere davvero padroni delle giocate e poco dipendenti dall'aiuto della CPU (anche i passaggi filtranti (sia alti che bassi) sono diventati una rarità). I dribbling sono stati ora resi più difficili - come ha subito precisato lo stesso "Seabass" Takatsuka - per avvicinare ancor di più il gioco alla vera realtà calcistica in un'ottica di rafforzamento del settore difensivo delle squadre, così come una certa riduzione della velocità (almeno rispetto a PES 4) garantisce un gioco più ragionato e simulativo. Sono state anche rimarcate efficacemente le qualità dei giocatori maggiormente tecnici, che il team di programmazione ha voluto differenziare nettamente dai giocatori normali (come già in WE 9), e così in tanti casi le partite vengono decise da un colpo di classe del campione di turno. Per quanto riguarda i cross, sono un pò più difficili da effettuare con precisione, dato che più si è sbilanciati e pressati e più il cross risulterà impreciso. Questo aspetto è però bilanciato da una accresciuta capacità acrobatica degli attaccanti, i quali spesso e volentieri superano in elevazione i difensori e li beffano di testa. Un ulteriore raffinamento del gioco senza palla, una rinnovata gestione delle pagelle finali (con voti più reali ed anche il migliore in campo con relativo commento dell'esperto), un rinnovamento (sulla scorta di quanto già fatto in WE 9) del sistema dei tiri da fuori, ora generalmente più potenti e precisi, sono le tante altre chicche che l'estrema giocabilità di PES 5 propone. Alla grande giocabilità di PES, si abbinano poi le classiche modalità di gioco, per una longevità come sempre eccellente. Va subito detto, però, che in questo settore non vi sono grandi cambiamenti rispetto al passato. Le modalità di gioco, dall'allenamento all'esibizione, ai Campionati presenti fino a giungere alla tanto amata Master League, non hanno infatti subito grandi cambiamenti rispetto al passato. Rispetto a WE 9 manca invece l'opzione che consentiva di disputare il girone eliminatorio delle qualificazioni mondiali del Giappone. Per quanto riguarda le squadre presenti (sia di club che nazionali), non è che ci siano state rivoluzioni rispetto al prequel. Le licenze aggiuntive (rispetto a PES 4) di Chelsea, Arsenal, Galatasaray, Porto, Dinamo Kiev, Glasgow Rangers, Celtic Glasgow, Rosenborg, Djugarden e FC Copenaghen. 57 le nazionali presenti (le stesse di PES 4), che daranno vita alle classiche varie coppe, da quella internazionale a quella Africana. Va rimarcato come ancora una volta ci siano tante squadre nazionali anche di primo piano con i nomi dei giocatori taroccati (per esempio Olanda e Germania): magari su questo fronte uno sforzo in più poteva essere fatto... I vari campionati presenti sono invariati rispetto all'anno scorso, dato che non è stata aggiunta nessuna licenza nuova. Sono presenti con le licenze ufficiali la Serie A italiana (ma qui c'è il caso Cagliari, che nel gioco si chiama Teste di moro anche se ha i giocatori reali in squadra), la lega Francese, la eredivisie olandese, la liga spanola ed il campionato inglese (con solo Arsenal e Chelsea "reali", le altre hanno i soliti nomi fittizi). Rinnovata anche la Master League, con l'aggiunta di nuove formule di allenamento e maggiori potenzialità di crescita per i giocatori. E poi la Konami è riuscita a far approdare PES on-line anche su PlayStation 2. Forse una novità non così attesa dagli utenti della console Sony, ma comunque un'aggiunta interessante benchè la perfezionare molto, visti i limiti intrinsechi della PS2 in rete. In ogni caso, ci si potrà collegare alla rete, affrontare nuovi avversari ed anche scambiare dati di squadre e giocatori. Certo, probabilmente ci saranno delle ovvie limitazioni rispetto a quanto avverrà nella versione del gioco per PC/Xbox, ma questo è inevitabile. Un'altra interessante novità riguarda il fatto che con la versione portatile di PES 5 per PSP, attesa per Novembre, si potranno scambiare dati con la versione PS2 e quindi creare la Master League a casa, iniziare un campionato, poi trasferire su PSP, giocare alcune partite e ritrasferire i risultati su PS2. Ottimo per chi si muove parecchio da casa. Che dire di più? dalla recensione avrete capito come PES 5 sia un vero gioiello di giocabilità, di divertimento ma anche di pura qualità tecnica. Forse i limiti hardware PS2 non consentiranno in futuro di andare oltre, forse sarà inevitabile pensare alle versioni per le next-generation consoles. Ma -come detto- per ora il presente è PES 5, ed è un presente tutto da vivere.
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