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GOD OF WAR: CHAIN OF OLYMPUS
Dopo avere debuttato su PlayStation 2 con gli eccellenti God of War e God of War II, Kratos ritorna in un terzo titolo pensato esclusivamente per la PSP, ossia God of War: Chains of Olympus. Creata dal team di programmazione Ready at Dawn Studios - coloro che hanno realizzato la serie Daxter su PSP, ed il prossimo Okami su Wii - la storia di God of War: Chains of Olympus "risale" il tempo, anche se il legame con il God of War originale non è sviluppato e preciso come ci si sarebbe aspettati. La storia di God of War: Chains of Olympus è precedente alle vicende narrate nei primi due episodi e si svolge dopo che Kratos, ingannato da Ares, ha ucciso sua moglie e i figli. Ripudiato Ares e assunto il soprannome di "fantasma di Sparta", per redimersi dai suoi peccati decide di offrire i suoi servigi agli altri Dei olimpici. Nel gioco Kratos è ancora un semplice generale spartano al servizio degli Dei Olimpici che deve vedersela con l’invasione persiana dell’Attica, sia combattendone l’armata, sia debellando la minaccia del Basilisco, una gigantesca creatura dalle fattezze simili ad una lucertola. Improvvisamente, il mondo si riempie di oscurità; il tutto è causato da Morfeo, che, sfruttando la caduta di Elio e del suo carro che portava luce a tutto il mondo, cerca di conquistare il globo, facendo cadere gli altri Dei in un sonno profondo. Prima che sia troppo tardi, Atena riesce a contattare Kratos, affidandogli la missione di salvare Elio e riportare la luce sulla Terra. Parte così il viaggio del nostro eroe dalla città di Maratona al tempio di Elio, che lo vedrà anche prendere una importante decisione riguardo il suo futuro e quello dell’intera umanità quando cadrà negli abissi dell’Ade e rivedrà sua figlia. Il gioco inizia infatti con Kratos impegnato in una disperata difesa dell'Attica dall'assalto dell'esercito persiano; questo sarà solo l'inizio del viaggio che porterà il guerriero spartano dai cancelli dell'Ade alle profondità del Tartaro, nel corso dei dieci anni passati a servire gli dei. Graficamente il nuovo titolo della serie si pone ai massimi livelli su una PSP. A parte qualche lieve presenza di aliasing, va elogiata la fluidità e plasticità delle animazioni e dell'ottimo impiego delle inquadrature, grazie alle locations ricche di particolari e con una profondità visiva amplissima. Gli effetti di luce sono, come da tradizione della serie, tantissimi e -nonostante la loro qualità- non incidono sulle fluidità delle animazioni, e nessun rallentamento viene ad "arrugginire" le esecuzioni sanguinarie alle quali si dedica Kratos, anche quando è circondato da una decina di guerrieri, con una grande efficacia dei primi piani sugli sgozzamenti. Insomma, God of War: Chains of Olympus garantisce lo spettacolo, anche su una "semplice" PSP. Inoltre, il sistema di loading continuo fa sì che il gioco non abbia tempi morti per caricare. Il tutto, mosso fluidamente dall’engine a 30 fotogrammi al secondo costanti, a parte qualche incertezza poco rilevante. Anche il comparto audio è soddisfacente: la colonna sonora è composta da temi molto calzanti con l'ambientazione greco-mitica dal retrogusto guerresco, maestosi e temi musicali ripresi dai titoli precedenti della serie. Buoni gli effetti sonori, soprattutto per quanto concerne i versi dei nemici e i rumori di fondo. Ottimi anche i doppiaggi, tutti perfettamente realizzati in un buon italiano. In termini di gameplay, la tradizione della serie viene mantenuta, nonostante le restrizioni a cui "costringe" la PSP e le combos continuano a dominare lo schermo. Il sistema di controllo di base prevede due tasti d'attacco e poi la presa, il salto e la parata. Man mano che prosegue nell'avventura Kratos verrà in possesso di magie e di armi alternative, come lo scudo di Helios o il guanto di Zeus, le quali per essere utilizzati necessiteranno spesso del connubio con un ultimo tasto. Inoltre, accumulando un numero sufficiente di sfere rosse si potranno potenziare le armi, ottenendo così danni più consistenti o nuove forme di combo, o persino di contrattacchi. Il tasto della presa è anche utilizzato per interagire con l'ambiente circostante, rendendo possibile esaminare libri e scritti, ma soprattutto aprire porte, spostare blocchi di pietra e statue, fino a lanciare le Lame del Caos su colonne o pezzi di muro per farli crollare. L'arsenale è composto di armi soddisfacenti ed upgradabli come d'abitudine e si controbilancia magnificamente con i colpi manuali. Nel complesso, il gameplay è perfettamente bilanciato, con una buona varietà di ambientazioni e la necessità di una risoluzione di semplici enigmi che coinvolgono l’attivazione di leve o interruttori che bloccano alcuni punti di una struttura dei livelli comunque molto lineare. La longevità di God of War: Chains of Olympus è di gran lunga l'episodio più facile della serie, uno "zuccherino" per i veri aficionados di Kratos. E' possibile finire il gioco al livello di difficoltà più basso in circa cinque ore, senza saltare nessun filmato. I livelli di difficoltà disponibili sono quattro (il quarto è da sbloccare), ma al massimo in una decina di ore l'intero gioco si completa, nonostante quelche passaggio più ostico. Una volta terminato la prima volta si renderanno disponibili delle “prove” extra trama, ma la longevità rimane comunque non completamente appagante.Il primo God of War per PSP™ rimane fedele allo spirito della serie. Epiche scenografie, suggestivi angoli di ripresa, grafica ultra-dettagliata, animazioni incredibilmente rifinite e tutta l'eredità di questa premiatissima saga di successo mondiale: un nuovo capitolo di God of War per una sanguinosa storia di azione e vendetta. In conclusione: God of War: Chains of Olympus è senz'altro un frenetico gioco d'azione ben realizzato dai Santa Monica Studios di Sony Computer Entertainment America e Ready At Dawn Studios. Nel complesso, la realizzazione del gioco è splendida, l'ambiente musicale meraviglioso, ed i combattimenti sempre sanguinolenti ed appaganti, ma la sua longevità ultra-corta è un difetto estremamente penalizzante, anche se solo nel lungo periodo.
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