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GOD HAND
Fra gli ultimi lavori del celebre Clover Studio di Capcom (che chiuderà i battenti entro questo mese), c'è God Hand, un picchiaduro estremamente violento e dalle grandi premesse, che arriva ora anche su PS2 in versione europea. Trama e sceneggiatura sono, come quasi sempre accade per un beat'em'up, solo un pretesto per introdurre i livelli pieni di mazzate e i violenti scontri che si dovranno affrontare nel gioco. Ma vale la pena farci riferimento, sia per la notevole originalità, sia per capire meglio i vari livelli e le situazioni da affrontare. La storia del gioco racconta che, secoli fa, quando il mondo stava rischiando la distruzione, un uomo sconfisse Satana e assunse i suoi enormi poteri. Tutti temevano quest'uomo, che divenne noto come "GOD HAND". Secondo la leggenda, chiunque si fosse procurato le sue mani avrebbe ricevuto poteri tali da divenire all'istante demone o divinità. Un giorno, un burbero vagabondo di nome Jean intervenne in difesa di una donna circondata da un gruppo di delinquenti. Grazie ai suoi coraggiosi sforzi la donna si salvò, ma Jean perse il suo braccio destro. In segno di riconoscenza la donna gli fece dono di una nuova mano per sostituire quella perduta: la Mano di Dio. Qui iniziò il suo incubo: la persecuzione delle legioni demoniache che gli danno incessantemente la caccia per recuperare il prezioso oggetto e che lo costringono a furiosi combattimenti per la sua salvezza. Questa trama si innesta in una meccanica di gioco da picchiaduro in perfetto stile Capcom (del resti il team ha già realizzato Devil May Cry, Resident Evil e Viewtiful Joe), cosa di cui ci si rende subito conto, dato lo stile grafico del gioco e la sua impostazione dei combattimenti. Proprio dal settore grafico vengono però alcune parziali delusioni qualitative. I fattori positivi sono rappresentati sostanzialmente dalla qualità dei personaggi, davvero di grandi dimensioni, ben caratterizzati (fra l'altro alcuni con un umorismo davvero di gran classe, basta vedere i due boss di fine livello gay che compariranno sculettando ad un certo punto del gioco) e composti da un buon numero di poligoni ed ottimamente animati. Le locations appaiono invece piuttosto spoglie e poco rifinite (a volte degne quasi di un videogame Psone), sebbene a volte siano anche originalissime e suggestive nel loro design. Ed a fronte di effetti visivi (esplosioni, effetti di luce, ecc..) discreti, ci sono purtroppo anche altri difetti puramente tecnici, come pop up e compenetrazioni poligonali (le pareti degli edifici scompaiono spesso). Anche le cutscenes in CG che introducono i vari livelli e spiegano le vicende del gioco non sono certo di qualità, anzi; ma il problema più grosso dell'intero gioco rimane la gestione delle telecamere da parte della CPU, che è davvero lacunosa. Ciò spesso provoca degli impallamenti visivi e/o delle inquadrature assolutamente inadeguate alla gestione dei combattimenti (ed il radar nell'angolo in alto a destra non aiuta più di tanto). Tutti questi difetti del settore visivo ovviamente non impressionano favorevolmente, soprattutto per le potenzialità di programmatori importanti come quelli di Clover (capitanati come direttore del progetto da Shinji Mikami, il responsabile di Resident Evil 4). Il settore sonoro è invece sostanzialmente buono, soprattutto grazie a musiche ritmate di stampo western ed a effetti sonori adeguati e che rendono bene l'estrema violenza dei colpi portati. I dialoghi fra i personaggi sono doppiati in inglese e non sempre comprensibili, ma per fortuna ci sono i sottotitoli in italiano che risolvono il problema. Il punto di forza di God Hand è comunque la sua giocabilità, molto old style per la sua esclusiva meccanica di picchiaduro, senza enigmi da risolvere e, momenti stealth o platform. Tutto ciò che c'è da fare è menare colpi a destra e a manca per sconfiggere via via tutti gli avversari ed i classici boss di fine livello. Se combattere è lo scopo unico e solo del gioco, va sottolineato come sia però necessario farlo bene, dato il numero e la qualità degli avversari che si incontreranno. Per questo è indispensabile apprendere le tante mosse (ispirate alle più famose arti marziali) presenti nel gioco, eseguibili tramite un facile sistema di controllo. Il protagonista di God Hand ha a disposizione anche un ottimo sistema di schivate (laterali, indietro e sul posto, eseguibili con la leva analogica destra) e una reattività notevole, la cui padronanza è indispensabile soprattutto ai livelli più avanzati. Le mosse di base si eseguono in maniera intuitiva (pugni e calci semplici), mentre le combo più avanzate si acquisiscono con la pratica e con l'avanzare nei livelli. E sono tante le nuove combo (più di cento) che possono essere assegnate ai tasti e alle combinazioni d'attacco. Tali "combo personalizzate" diverse per ogni tipo di nemico (sculacciate per le donne, ecc.) sono qualcosa di davvero soddisfacente per gli amanti del genere. L'elemento distintivo di God Hand è rappresentato dal God mode, attivabile con R2 al riempimento di una speciale barra energetica (da accumulare sbaragliando i nemici), che consente al potagonista una potenza e una rapidità dei colpi molto superiori al normale. In più c'è il God Reel, una serie di attacchi particolarmente spettacolari attivabili tramite il tasto R1, mediante il quale appare un menù a tendina dal quale si può selezionare la mossa desiderata, per poi scatenarla con la pressione del tasto X. E se la giocabilità ha moltissime sfaccettature tutte da scoprire, la longevità non è da meno: ogni mossa va pianificata ed eseguita con cura e abilità, soprattutto con certi avversari davvero ostici e ci sono momenti in cui davvero la superiorità del nemico è difficile da affrontare. Il gioco può così risultare un pò difficile inizialmente, e già dal livello medio di difficoltà (ce ne sono tre in tutto, ma quellon hard va sbloccato) i combattimenti sono duri e difficili. Per fortuna, è possibile salvare spesso e continuare direttamente dall'ultimo checkpoint tutte le volte che si vuole. Il gioco ha un fattore di rigiocabilità incredibile, sia perchè è da rifinire più volte per poter dire di averlo completato tutto e sia per un livello di sfida personale di altissimo livello. God Hand, in fin dei conti, rappresenta una sorta di tuffo nel passato, sia per le sue atmosfere che per il tipo di giocabilità che ormai non si vede più nei videogames attuali. Il gioco è divertente, molto umoristico, coloratissimo e, soprattutto, difficile. Di contro, la sua complessiva qualità tecnica è piuttosto bassa, certo non degna di programmatori importanti come quelli del team Clover. Un gioco adatto per gli amanti delle sfide e per coloro che desiderano un picchiaduro vecchio stile senza fronzoli, non certo per il pubblico tipo dei giorni nostri, abituato a prodotti molto più sofisticati, sia tecnicamente che come giocabilità.
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