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IL CODICE DA VINCI
Dopo il grande successo del libro Il Codice Da Vinci, il best seller di Dan Brown che ha superato i 40 milioni di copie vendute nel mondo, era quasi scontato un adattamento cinematografico ed anche un videogame. Ora, preceduto da un marketing stratosferico, il film il Codice Da Vinci sta sbancando tutti i botteghini in Italia. Il film di Ron Howard ha infatti aggiunto nell'ultimo fine settimana altri 4 milioni e mezzo di euro, portando il suo bottino a oltre 17 milioni in appena dieci giorni. Ma, oltre al film, in questi giorni è anche uscito il videogame omonimo, che però non è precisamente l'adattamento della pellicola di Ron Howard, ma è tratto più o meno fedelmente dal libro di Dan Brown. Così niente personaggi del film come Tom Hanks o Amelie Poulain, ma personaggi omologhi senza le fattezze dei famosi attori, sostituiti nel gioco da due anonimi Robert e Sophie. Il gioco è un action adventure con vari enigmi ed elementi da risolvere, ed a volte si allontana un pò dalle vicende raccontate nel libro, forse allo scopo di evitare di immergere coloro che lo avessero letto in uno stucchevole senso di già-visto che non avrebbe certamente molto interesse. Se i luoghi visitati sono dunque gli stessi che nel romanzo, gli eventi che si svolgeranno nel gioco variano sensibilmente, con -ad esempio- la separazione del tandem Sophie/Robert o anche delle scene inventate come l'arrivo di Robert a Saint-Sulpice. Se il lavoro di adattamento della sceneggiatura e degli eventi presenti nel gioco ha comunque raggiunto un risultato sufficiente nonostante le tante spezzettature, dove il team The Collective lascia davvero a desiderare è la componente puramente tecnica. Già dall'aspetto grafico si comprende infatti come ci si trovi davanti ad uno di quei classici esempi di videogame tratti da libri o pellicole famose in cui gli sviluppatori profondono davvero poco impegno. Locations semplici, effetti visivi limitati, realizzazione di modelli dei personaggi poco curata ed animazioni davvero lacunose. Questo il menu principale del comparto visivo. E non basta: vanno anche segnalate le continue ed irritanti cut scenes, che, oltre ad infastidire per la frequenza, sono anche di bassa qualità. Anche il sonoro si colloca su livelli sufficienti. Se infatti le poche musiche presenti tentano di creare un'atmosfera mistica piuttosto riuscita, va segnalata una certa pochezza nella sceneggiatura dei dialoghi, anche se il doppiaggio in italiano dei vari personaggi è sufficientemente curato. Pochi ed insignificanti risultano invece gli effetti sonori. Sotto il profilo della giocabilità si scorgono varie luci ed ombre, e in questo caso sarà determinante l'essere o meno fan del libro. La meccanica di gioco è un mix fra esplorazione, risoluzione di enigmi e pochissima d'azione, un cocktail poco riuscito che prende il peggio delle tre tipologie e le assembla assieme senza costrutto. Pochi gli scontri (peraltro gestiti anche con la discutibile tattica "premi il pulsante giusto al momento giusto e non sbagliare se vuoi sopravvivere") presenti, dato che per evitare di essere catturati sarà fondamentale imparare a scivolare nelle ombre e a studiare i movimenti dei nemici per evitare di essere scoperto, azione paraltro resa più complessa da un sistema di controllo poco preciso e lacunoso. In sostanza, si tratta di girare qua e là per tutto il tempo cercando di scoprire certi indizi e proseguire nell'avventura. Per i cultori di Dan Brown e per coloro che amano le cose misteriose o la risoluzione di indovinelli c'è comunque un discreto appeal, anche perchè ci si troverà spesso a risolvere particolari enigmi. Alcuni di essi sono anche discretamente criptici ed a volte ben pensati e che richiedono un minimo di ricerca e di riflessione, ma nulla che possa elevare un fattore longevità comunque ben al di sotto della media. Soprattutto man mano che si prosegue nel gioco ci si stufa davvero presto, considerando soprattutto l'assenza di momenti in cui l'azione si svolge ad un ritmo elevato. Tutto considerato, Il Codice da Vinci si rivela un videogame mediocre, ben al di sotto degli standard che ci si potevano aspettare da un titolo ad alto budget. Meno incisivo del film (già di per sè deludente), spesso troppo criptico nel suo svolgimento, dai ritmi eccessivamente lenti e con una realizzazione tecnica di basso profilo: questi gli elementi di base che il gioco del team The Collective propone. Semplicemente, un gioco da evitare anche per i fan del libro e del film omonimi.
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