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ARMORED CORE 4
Fino ad oggi, non si può realmente dire che mechs e consoles siano stati abbinamenti vincenti, soprattutto a causa della scarsa qualità tecnica che spesso ha accompagnato la realizzazione dei titoli di questa tipologia videoludica. La popolare simulazione di mech, Armored Core, dopo aver debuttato nel lontano 1997 su PSOne, ha conosciuto molti alti e bassi nei suoi numerosi titoli usciti finora, ma ha sempre conservato un suo appeal di fondo, dato che ogni nuova console ne accoglie quasi sempre un episodio. Questa volta tocca alla PS3, che, nel decennale della serie, vede il team giapponese From Software creare Armored Core 4, nuovo episodio della saga. Il gioco è ambientato in un lontano futuro, nel quale la crescita demografica terrestre sta mettendo in subbuglio la popolazione, privandola di risorse energetiche e provviste. I governi si trovano in difficoltà ed in preda al panico, visto il conseguente aumento di violenza e terrorismo che li ha messi con le spalle al muro. In questo caos, dominano alcune corporazioni private gestite da multimiliardari ed in lotta tra loro per il predominio sulle nazioni: la Bernand and Felix Foundation, la Global Armaments, la Leonemeccanica, l'Eqbal, la Rosenthal e la Rayleonard. Esse possiedono una forza militare superiore al resto del globo, e così decidono di dichiarare guerra su scala planetaria contro le Nazioni mondiali. Utilizzando le unità Armored Core (mech da combattimento), le corporazioni riescono a prevalere sul nemico, inaugurando una nuova era denominata Pax Economica, che vede i ricchi comandare sul popolo privandoli della libertà. Toccherà ai Ravens, un gruppo di mercenari e ribelli, tentare di ribaltare la situazione. Iniziando l'analisi dei vari settori del gioco, si deve iniziare dall'aspetto propriamente esteriore, un fattore che suscita sempre molta attesa quando ci si trova su consoles next-gen. Parliamo innanzitutto di grafica, dato che, dopo sei anni e mezzo e sette giochi, la serie gode finalmente di un aggiornamento visivo importante. E anche se non è certo il gioco più bello su PS3, soprattutto la costruzione di modelli poligonali dei robot (i veri protagonisti del gioco) è molto convincente: i Mech sono davvero spettacolari, curati nei minimi particolari e molto dettagliati. Un plauso agli sviluppatori per la varietà delle locations e per la discreta qualità degli ambienti (deserto, silos, città, ecc) di gioco. Gli ambienti sono anche molto più aperti che in passato, e si apprezza così una maggiore libertà di movimento. Non manca inoltre una bella gamma di effetti speciali (ben riusciti soprattutto quelli legati alle esplosioni) legate ai vari colpi dei missili sono davvero realistici e ben realizzati. Inoltre, il motore grafico è stato completamente riprogettato e consente una giocabilità più fluida ed avvincente anche nelle sfide multigiocatore (fino ad 8). Va anche detto che questo gioco è comunque pensato per essere giocato in alta definizione, poichè è qui che gli effetti di illuminazione ed in particolare i mechs possono essere completamente apprezzati. Nella definizione standard, invece, la grafica è sempre buona, ma l'effetto visivo ne risulta notevolmente diminuito. Il comparto sonoro è funzionale e decente, ma nulla di più. Il doppiaggio inglese si situa nella media, ma la colonna sonora ha ottenuto una certa attenzione dai programmatori, dato come è perfettamente integrata nel gioco, anche se non c'è molta varietà di stile. Gli effetti sonori fanno degnamente la loro parte, con esplosioni, spari e rumori di guerra, ma senza essere particolarmente esaltanti. A livello del gameplay, pur mantenedo la potenza e l'elevata violenza degli scontri, il gioco ha guadagnato in velocità, permettendo di utilizzare il reattore del mech in modo molto più generoso che in passato. L'arrivo della serie nella Next Gen non ha comunque realmente portato dei cambi o delle grosse novità nella classica meccanica di gioco. Il gioco è ora più frenetico, ma resta tuttavia nel classico stile Armored Core. Il sistema di controllo è piuttosto accessibile, anche se all'inizio bisogna fare fronte ad una manegevolezza del mech un pò ostica e con un livello di difficoltà forse aumentato rispetto al passato. Benché il gioco utilizzi tutti i bottoni del pad per cambiare arma, sparare, utilizzare il propulsore, si prende rapidamente la mano. Si possono scegliere due armi principali attivabili con il pulsante quadrato e croce e due secondarie che andranno attivate con i tasti dorsali L1 e R1 e saranno usate in alternativa a quelle principali sempre con i pulsanti quadrato e crocetta. Tramite il tasto dorsale L2 si attivano i propulsori che consentono movimenti veloci e soprattutto di librarsi in volo. Utilizzando invece il tasto R2 si potranno compiere dei brevi scatti nelle varie direzioni per schivare i colpi avversari. Infine, premendo il bottone triangolo si attiverà il propulsore principale. I confronti fra mech restano piacevoli e rapidi, ma sarebbe stato utile un sistema di lock dei bersagli più accurato. Superare i grandi robot di Armored Core 4 chiederà dunque (come sempre) pazienza e determinazione, due qualità sempre necessarie quando si affrontano i titoli della serie AC. L'arsenale di armi è discretamente vario per adeguarsi il più possibile alle missioni proposte (missile, cannone energetico, spada...), ma resta il fatto che i vari compiti sono sì numerosi, ma a volte terribilmente brevi, così come pochi sforzi sono stati compiuti per quanto riguarda la loro varietà (le missioni sono di norma basate sulle stesse sfide (distruggere un certo numero di robot e basta)). In tutto, sono 37 le missioni da portare a termine, con oltre cento Mech e contenuti sempre aggiornabili online. La difficoltà progressiva del modo scenario non nasconde comunque la rapidità con la quale si termina la maggior parte delle missioni, che comunque si possono in seguito riprendere liberamente per guadagnare ulteriore denaro da utilizzare per migliorare il proprio mech. Se questo non è tuttavia un motivo sufficiente a garantire una buona longevità ad Armored Core 4, le opzioni multiplayer (in-game o online) aiutano un pò ad elevare la durata di gioco: ci sono opzioni per giocare 1V1, 2V2, 4V4, e con modalità Battle Royal a 4 o ad 8. Per quanto riguarda la scelta on line, va però precisato che attualmente i server per il gaming on line sono un pò vuoti e si ha difficoltà a trovare degli avversari. Affrontare giocatori on line resta comunque un'esperienza molto divertente, anche se From Software avrebbe potuto cccuparsi meglio delle modalità di gioco e soprattutto delle mappe. Infine, un capitolo a parte spetta alla personalizzazione del proprio Mech: ogni volta che si terminerà una missione del modo scenario (che si potrà in seguito rifare liberamente per ottenere altri soldi), si otterrà del denaro che servirà a comperare nuove parti per migliorare le varie parti del proprio mezzo. Quest'ultimo, composto da sei sezioni (testa, tronco, braccio, gambe, ecc.) evolverà dunque secondo la propria progressione, ed oltre all'acquisto delle parti meccaniche vere e proprie, si potrà anche cambiare il colore del robot o comperare altri pezzi. Una scelta non solo estetica, dato che, in funzione degli obiettivi, occorrerà spesso optare per un mech più rapido, più mobile o al contrario più massiccio ma disponendo di una migliore potenza di fuoco. In conclusione, Armored Core 4 su PS3 è un discreto titolo, abbastanza appetibile per gli appasionati di robot e mech giapponesi, ma non così esaltante per il resto dell'utenza. Il gioco gode di una realizzazione tecnica discreta/buona, ma non priva di difetti e di qualche mancanza di dettaglio e di precisione grafica. Non mancano i momenti di piacevole violenza e di scontri adrenalici, ma il divertimento rimane comunque limitato da una meccanica di gioco un pò ripetitiva e poco varia, che non può soddisfare chi da un videogame pretende un appeal a lungo termine.
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