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"Mi sono risvegliato su una spiaggia deserta del New England. Uhmm.. La testa sanguina... cerco di fare luce nella nebbia dei ricordi che si è impadronita della mia mente e la ottenebra. Ma ho perso la memoria. Non ho documenti, nè altro che possa aiutarmi a ricordare. Nel portafogli c'è solo una chiave per una cassetta di sicurezza di una banca di New York. Mio Dio, non ho la più pallida idea di chi sono e cosa ci fa il numero XIII tatuato sulla mia spalla? Tutto quello che so è che sono implicato nell’assassinio del Presidente. E adesso lì fuori qualcuno mi aspetta per uccidermi... Non chiedetemi perché, ma io so di essere innocente. Lo sento...."
La sceneggiatura di XIII, il nuovo sparatutto targato Ubi Soft, sembra tratta da uno di quei gialli noir che vanno tanto di moda di questi tempi, ricchi tanto di azione quanto di suspence e fascino. Il cuore del gioco è infatti una complessa cospirazione dove la propria identità, l’omicidio del Presidente e il futuro dell’America sono legati tra loro ma avvolti nel mistero. Il gioco si ispira all'omonima serie di fumetti nata in Francia nel 1984, opera dei belgi Vance e Van Hamme che non può certo vantare una grande popolarità qui in Italia. Come videogioco, XIII è un classico sparatutto in prima persona, la cui principale particolarità risiede nel vantare una grafica in puro stile fumetto che sfrutta l'ormai conosciuta tecnica del cel shading. Il gioco è stato completamente sviluppato presso gli studi di produzione di Ubisoft a Parigi ed è uno dei progetti più ambiziosi di sempre del produttore transalpino, che ha davvero puntato parecchio su questo innovativo progetto ibrido, incrocio forse azzardato fra un fumetto, un cartoon ed un videogame. Graficamente sembra davvero di essere all'interno di un fumetto. Grazie all'uso sapiente di cut-scenes realizzate con lo stesso motore grafico del gioco ed effetti speciali di stampo cinematografico, XIII si rivela infatti, sin dal primo sguardo, un titolo dalla grafica ispirata, dall'ottima caratterizzazione di personaggi ed ambienti e da un total look cartoonesco di indubbio impatto. Le sequenze in bianco e nero dei flashback e le finestre su schermo amplificano in maniera decisamente buona questa sensazione. Grazie anche all'utilizzo di uno stile grafico originale basato sulla ormai famosa tecnologia del cel-shading, in XIII sembra proprio di trovarsi immersi all'interno di un cartone animato-fumetto, con esclamazioni e suoni che appaiono su schermo sotto forma di vignette. L'uso di una azzeccata palette di colori, le animazioni impeccabili di nemici ed alleati, gli effetti di illuminazione e di traslucenza e l'ottima qualità di texture e modelli poligonali rendono l'aspetto grafico sempre piacevole. Il motore grafico Unreal si rivela poi un'altra carta vincente, privo com'è di rallentamenti vistosi o indecisioni del frame-rate e rispondente al meglio in quasi tutte le varie situazioni di gioco, anche nei momenti di maggiore intensità e presenza di soggetti su schermo. Solo qualche volta, durante i serrati scontri a 4 giocatori tramite split-screen, l'engine manifesta qualche incertezza, che si palesa in un diminuito livello di dettaglio. Il sonoro del gioco è piuttosto azzeccata, anche grazie alla presenza di pezzi di buona fattura. La colonna sonora è di stampo funky, molto adatta al tipo di gioco. 13 canzoni di artisti piuttosto conosciuti, come Z-Trip, Romanowski, DJs Faust e Shortee, J-Boogie, Jack Dangers, DJ Zeph e Bing Ji Ling. Colpisce inoltre la "resa grafica" dei suoni: come nel più classico dei fumetti, ad ogni rumore è associata un determinata nuvoletta con il testo. Per esempio, se si fa esplodere del materiale esplosivo oltre al classico suono della deflagrazione sullo schermo apparirà anche la scritta "BLAM", come nei veri albi cartacei. Molto buoni anche gli effetti sonori (col Dolby Surround) ed anche il doppiaggio in italiano (ma si possono scegliere anche altre lingue europee), che risulta piuttosto preciso e privo di strafalcioni vistosi. La giocabilità risulta abbastanza gratificante, ma anche con notevoli zone d'ombra, a cominciare da un sistema di controllo piuttosto ostico all'inizio. I programmatori hanno deciso di rendere il gioco non un puro shooter, ma di mixare le peculiarità proprie di altri generi, in quanto Ubi Soft aveva intenzione di realizzare un titolo capace non solo di dare la giusta dose di divertimento "action" al giocatore, ma anche di appassionarlo, partendo da presupposti quale la trama e l’atmosfera, proprio come nel fumetto. Operazione riuscita solo in parte, dato che, in parecchi momenti del gioco si ha l'impressione che XIII non sia nè carne nè pesce. Nel gioco si corre, si cammina, si osserva e si spara, quando si imbracceranno le 15 armi disponibili, tra cui coltelli, granate, pistole, balestre silenziate, fucili di precisione e potenti armi automatiche con cui eliminare i vari nemici. A volte però l'uso delle armi da fuoco sarà da evitare, in quanto in alcune fasi di gioco i vari avversari dovranno, pena un implacabile game over, essere solo storditi con vari oggetti che si troveranno lungo il cammino: vetri rotti, sedie spaccate o quant'altro si trovi sul proprio cammino. L’apparizione di un cursore mostrerà quando si potranno recuperare alcune tra le 18 "armi" opzionali sparse in giro per i livelli. Se in determinati frangenti la velocità di esecuzione e la pura violenza sono gli elementi chiave, in altri momenti sarà più utile muoversi o (o, almeno, provare a farlo)nel silenzio più assoluto, ovvero camminando furtivamente accovacciati, facendo però attenzione al "tap tap" dei passi del nemico e pronti ad agire fulmineamente per eliminarlo. Per sopravvivere, bisognerà quindi utilizzare diverse tecniche, dalle infiltrazioni in segreto ai veri e propri combattimenti selvaggi per sconfiggere le sinistre forze della cospirazione. Thomas Mainnemare, uno dei game designers del gioco, in proposito dice:" Abbiamo cercato di inserire molti aspetti stealth nella giocabilità, per cercare di rendere XIII un gioco anche un pò tattico, oltre che di pura azione. Detto questo, ci sono vari possibili approcci alle situazioni di gioco. Per esempio, in determinati punti i nemici si potranno uccidere sia con la silenziosa balestra che con le armi da fuoco. E' chiaro che scegliendo una pistola si farà rumore e si metteranno in allarme gli altri nemici. Ciò non succederà se si sceglierà l'arma giusta al momento giusto e nel prosieguo del gioco si vedranno i benefici di una scelta intelligente". La pianificazione tattica è importante anche per l'elevata IA media degli avversari. Non c'è infatti da aspettarsi un nemico "stupido" o pronto a farsi annientare facilmente, anzi. Bisognerà sudare per avere la meglio sugli avversari. Oltra alle difficoltà intrinseche dovute all'abilità del nemico, la longevità di XIII è garantita dai lunghi 13 capitoli, che variano la meccanica di gioco tra loro. Sparatorie,omicidi e rapimenti si alternano alle infiltrazioni ed alla tattica, sovrapponendo la tensione ed il ragionamento all’azione furiosa. In aggiunta alla sfida in singolo, XIII presenta anche una serie di modalità multigiocatore. Le opzioni Hunt e Power Up prevedono fino a 4 giocatori online, oltre alla classica modalità a schermo condiviso da 2 giocatori offline. La modalità esclusiva su PS2, Power Up, è una modalità ricca di sorprese, come il SuperGnome che trasforma gli avversari in minuscoli gnomi per qualche secondo. In modalità Hunt, invece, i giocatori inseguono un bersaglio mobile sulla mappa. Si ottengono punti in base a quanti danni si infliggono ogni volta che si colpisce il bersaglio. Più volte lo si colpisce, più piccolo diventerà, e più difficile sarà ottenere punti. Cover Me, Capture the Flag e Sabotage sono altre possibili opzioni, ognuna con le proprie peculiarità. Al tirar delle somme, XIII non riesce a convincere pienamente. Il gioco, infatti, pur potendo vantare dei buoni fondamentali tecnici ed una realizzazione priva di pecche importanti, non appassiona e non coinvolge fino in fondo. Il mix di shooter e tattica pensato da Ubi Soft alla fine non si rivela infatti azzeccato ed, anzi, non riesce ad incarnare fino in fondo lo spirito nè dell'una nè dell'altra tipologia videoludica. Nè l'aspetto grafico in cel-shading, di buona fattura e originale ma probabilmente inadatto per questo tipo di gioco, riesce a risollevare le sorti di un titolo che appare molto sopravvalutato rispetto al suo effettivo valore reale.
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