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Nel 16° secolo la regione giapponese della Utakata vive un momento di pace e tranquillità. Ma ad un tratto, senza alcun preavviso, il clan Asuka, che racchiude i migliori ninja della regione, viene attaccato a sorpresa e quasi completamente annientato: la defezione lascia Utakata senza alcuna protezione e i nemici storici della regione cominciano ad attaccarla senza alcuna pietà, scatenando una guerra sanguinosa. Le uniche speranze di sopravvivenza della popolazione di Utakata sono affidate a Gou, l'ultimo dei ninja Asuka, miracolosamente scampato alla trage, che dovrà così affrontare una serie di missioni, guadagnando soldi e rispetto, scoprendo maggiori dettagli sul proprio passato, ma soprattutto vendicando i propri compagni. Gamuran è stato sconfitto. Una volta messo fuori combattimento questo guerriero, gli Asuka Ninja hanno evitato la guerra ad Utakata. Tuttavia, la minaccia del conflitto è sempre presente. Mentre la popolazione di Utakata lavora giorno e notte per ricostruire la propria città, qualcosa li osserva nell'ombra, pronta a portare un nuovo momento di terrore nella provincia caduta.. Shinobido: Storie di Ninja è il secondo capitolo della saga concepita dal duo Spike/Acquire, già assaporata in Shinobido: Lo Spirito del Ninja, episodio PS2 uscito lo scorso Luglio. Concepito nel classico filone degli action adventure medievali in terza persona basati sulle storiche figure nipponiche, questo titolo esprime i classici elementi del genere, azione stealth, combattimenti anche furtivi, uso delle tradizionali armi ninja, e vari elementi platform. Insomma, in teoria degli elementi per un videogame di prim'ordine, ma non confermati dalla dura realtà. Già dall'impatto visivo iniziale, infatti si comprende come questo titolo sia di scarsa qualità e poco curato. Le ambientazioni e le locations, che avrebbero senz'altro potuto rappresentare importanti fonti di fascino, sono infatti scialbe e graficamente poco piacevoli. I paesaggi sono stati realizzati prendendo spunto dalla versione PS2, ma alcuni di essi denotano un buio sconcertante sullo sfondo. Gli stessi personaggi non sono certo indimenticabili come caratterizzazione e bellezza visiva, oltre che non di alta fattura per numero e qualità dei poligoni che li compongono. Discrete invece le loro animazioni, sebbene anche in questo settore si sarebbe potuto fare meglio. Ma i difetti e le carenze grafiche non finiscono certo qui: la gestione delle telecamere non può essere gestita manualmente, con le conseguenza che le inquadrature risultano altamente deficitarie e le uniche reali soluzioni per bilanciare le inquadrature sono il passaggio in soggettiva ed il posizionamento automatico della camera alle spalle del proprio personaggio. Infine, gli effetti visivi sono praticamente inesistenti, spicca solo la presenza di tanti schizzi di sangue (comunque disattivabile dal menu delle opzione) quando si colpiscono i nemici con lo spadone. Il sonoro è composto da una buonissima colonna sonora, di stampo orientale classico e molto azzeccata, ma anche da un comparto effetti sonori altalenante che non aggiunge nulla di significativo all'esperienza di gioco. La giocabilità è un altro settore altamente insufficiente. Lungi dal realizzare un buon mix stealth-action-fighting, elemento chiave un videogame stile ninja, i programmatori del team Spike/Acquire hanno creato una modalità di gioco scadente e, soprattutto, afflitta da una serie di difetti tecnici e di lacune strutturali. Certo, c'è un tentativo di impostare il gioco sullo stile stealth classico dei migliori videogames ninja, peccato però che a minare l'esperienza di gioco ci sia l'Intelligenza Artificiale infima della maggior parte dei nemici, i quali, spesso, anche vedendovi arrivare, non si accorgeranno di nulla se non quando si è troppo vicini ed è troppo tardi per reagire efficacemente.. Il valore tattico delle azioni stealth, quindi, perde totalmente di credibilità. Inoltre, il problema delle inquadrature si fa notevolmente sentire nella gestione dei combattimenti ed, in generale, della visibilità, provocando notevoli difficoltà nell'approccio alle missioni. E se a ciò aggiungiamo un metodo di controllo del ninja assolutamente deficitario (soprattutto nei combattimenti che si affrontano praticamente premendo freneticamente i tasti senza alcun altro criterio che non sia quello della velocità e della frenesia, provare per credere) che rende frustrante l'intera esperienza di gioco, il quadro è completo. E la possibilità di utilizzare tutti gli attrezzi tipici del ninja: il tribolo (chiodo a quattro punte per ostacolare i nemici), il rampino per raggiungere i punti più alti, bombe fumogene e le shuriken -oltre al classico spadone-, nè la possibilità di raccogliere le armi dei nemici -utilizzando fino a 2 spade per eseguire mosse molto più letali- sono aggiunte significative per l'azione di gioco. I blandi elementi RPG del gioco, che consentono un aumento del quantitativo di esperienza accumulata, e la possibilità di sbloccare alcuni personaggi unici (se ne contano 36) sono piccolezze di contorno che non modificano la sostanza mediocre del gioco in sè. La settantina di missioni, ognuna delle quali caratterizzata dai propri obiettivi, le varie modalità, una delle quali prettamente rivolta al multiplayer in locale (co-op e sfide fino a quattro giocatori), la possibilità di scaricare tramite collegamento USB delle missioni dalla versione gemella PS2, e l'insieme di missioni, di obiettivi e i personaggi di supporto da sbloccare sarebbero comunque sufficienti per una buona longevità.. peccato solo per la giocabilità assolutamente scadente che impedisce di apprezzarla. In sostanza, Shinobido Storie di Ninja è un titolo assolutamente scadente, non consigliabile neanche agli amanti più appassionati del genere ninja. Poca giocabilità, grandi lacune tecniche, mancanza di divertimento: ecco gli elementi che fanno di quetso titolo uno dei peggiori visti su PSP negli ultimi tempi.
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