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Il campionato di calcio 2004-2005 è ormai finito da un bel pò, il calcio mercato impazza e tutti i calciatori sono sulle spiagge VIP della Sardegna con le loro amate veline, letterine e compagnia. Il periodo estivo è dunque quello più propizio per cimentarsi anche su PS2 in videogames managerial-calcistici che consentano di emulare le imprese (lecite e non) di direttori sportivi, faccendieri ed intrallazzatori vari, rivivere i momenti del campionato trascorso o tentare di cambiarne le sorti. Con più di 4.5 milioni di pezzi venduti in tutto il mondo, Scudetto (conosciuto anche come Championship Manager) è - da sempre- una delle più conosciute ed importanti serie calcistiche manageriali per PC. E dopo il grande successo delle versioni per personal, la serie (sponsorizzata Adidas) approda ora anche sul 128 bit Sony, tentando di rinnovarne l'appeal ed il realismo. Purtroppo l'esordio su PS2 non risulta riuscito, per tutta una serie di motivi che esamineremo compiutamente nella recensione ma soprattutto per la scelta di Eidos del poco conosciuto team di programmazione inglese Gusto Games -diretto da Steve Archer- per questa versione del gioco su console. Pertiamo subito col dire che dal punto di vista tecnico il gioco non è che offra molto. Si obietterà che i videogames manageriali non è che siano così bisognosi di una grafica superba o di effetti speciali per risultare di buon livello. Ma tant'è, anche in questi casi l'occhio vuole la sua parte, seppur limitata. Scudetto 5 invece si compone di un aspetto visivo molto scialbo, con un motore di gioco 2D che non consente di vedere compiutamente nessuna azione calcistica su schermo, bensì solo un piccolo campo virtuale con vista dall'alto (con inclinazione della visuale o senza e con una velocità aumentabile fino a 32 X) nel quale si affrontano le sue squadre, con i calciatori "simulati" da pallini. E' ovvio che in questa maniera non si possa seguire quasi nulla della partita e che quindi la prima cosa che si fà è quella di disabilitare la schermata per seguire il match solo dalle frasi testuali che appaiono su schermo. L'nterfaccia grafica ed il sistema di controllo sono stati appositamente studiati per la versione console, ma certo non risultano nè piacevoli da vedere, nè particolarmente facili da usare, sia per una notevole piccolezza nelle dimensioni dei caratteri (di colore giallo poco leggibile), sia per la loro scarsa usabilità. Danno sì l'impressione della professionalità propria di un gioco manageriale "serio", ma serve a poco quando ci si perde nei labirinti poco chiari delle tante opzioni presenti. E se il comparto grafico offre poco, quello sonoro non è da meno, anzi. Musiche? inesistenti! Effetti sonori? poco o nulla, se non qualche anonimo brusio della folla (ovviamente immaginaria) durante le partite e qualche blateramento confuso ed incomprensibile dello speaker al momento dei goal. Tutto qua. La giocabilità è un aspetto che normalmente prescinde dal puro valore tecnico, e questa è una parziale salvezza per Scudetto 5. Detto questo, chiariamo subito un'altra cosa: questo è un gioco particolarmente ostico, a causa dell'impronta estremamente simulativa che gli sviluppatori hanno voluto dargli. Perciò, non sorprendetevi se dopo pochi minuti risulterà noioso e frustrante. La meccanica di gioco è notevolmente sofisticata ed insieme all'enorme database di squadre e calciatori (vari campionati di 25 nazioni, con l'Italia che ne presenta ben 7: dalla A a tutti i gironi della C2 aggiornati al campionato 2004-2005) rende il gioco Eidos quantomai completo, ma anche difficile da gestire. Soprattutto all'inizio, infatti, il tempo necessario per entrare nel meccanismo sarà tanto, e solo i più pazienti riusciranno a scoprire la grande completezza del gioco. Per di più, ogni giocatore è caratterizzato da una mole enorme di dati statistici che potranno essere variati con un completissimo sistema di allenamento, studiato sin nei minimi particolari, persino negli orari. E sarà persino possibile ottenere un rapporto medico, un rapporto dell'allenatore ed effettuare paragoni tra più giocatori. Insomma, c'è tutto, ma proprio tutto ciò che riguarda la gestione di un club, dal settore amministrativo a quello medico, fino a giungere a quello propriamente sportivo. Si possono disegnare tattiche sulla lavagna, fare ricerche di calciomercato, condurre trattative (con la possibilità di scegliere la valuta: sterlina, dollaro, euro o yen) e tutto quanto concerne allenatore e direttore sportivo. Insomma, un lavoro non proprio da semplice allenatore ma da manager tuttofare e ciò complica ancor di più l'intero svolgimento del gioco. La longevità è il settore nel quale il gioco appare maggiormente valido, sempre però partendo dalla premessa di fondo già esposta: solo i più pazienti attenderanno il tempo necessario per capire il meccanismo e padroneggiare bene le varie opzioni. Per questi "eletti", il gioco offre molto: 25 nazioni presenti con una marea di squadre da padroneggiare (non solo tutte le 7 serie professionistiche italiane, anche quelle inglesi e tantissime altre, sebbene tutte aggiornate al 2004-2005), un'enorme mole di dati e statistiche dettagliate grazie alla PFS e alla Opta, società di servizi che provvedono a fornire dati sui club, giocatori e allenatori di tutto il mondo. Di contro, la stucchevolezza delle partite e la cattiva impostazione del sistema di controllo (con le icone delle varie opzioni nella maggior parte dei casi veramente poco chiare) sono altri elementi che possono ancor di più contribuire a stufarsi immediatamente del gioco. In più, c'è la "chicca" finale. Per i salvataggi saranno necessari ben 7 Mb di spazio libero sulla memory card e questo non secondario particolare scoraggerà ulteriormente i coraggiosi che vorranno provare comunque il gioco. Dopo un'attenta analisi complessiva, Scudetto 5 si rivela un titolo sostanzialmente scadente, ma che -nonostante tutto- crediamo avrà una sua nicchia di fans. Certo, tecnicamente è orribile e presenta per di più una giocabilità non immediata o facilmente gestibile, ma il suo enorme database ed un certo realismo nel fattore manageriale potranno convincere un determinato tipo di pubblico ad azzardarne l'acquisto.
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