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Negli ultimi anni il rugby in Italia ha fatto passi da gigante nel settore degli sport di squadra, anche se -fondamentalmente- rimane una disciplina di nicchia praticata quasi esclusivamente in poche aree geografiche della nazione. Da qualche anno a questa parte, l'inserimento della nazionale azurra nell'elite europea rappresentata dal torneo delle Sei Nazioni ha però consentito a questo sport così duro ma anche così ricco di agonismo e di spettacolarità di diventare un pò più popolare e meno sconosciuto, anche se il rugby con la R maiuscola lo si pratica ancora nell'Emisfero australe e nei paesi anglosassoni. E nell'elenco delle discipline sportive realizzate in versione PS2 non poteva certo mancare un gioco dedicato alla palla ovale, realizzato nientepopodimeno che da Electronic Arts, il colosso americano che ha un'egemonia storica sulle serie sportive videoludiche, famoso anche per la spettacolarità e per la ricchezza di licenze presenti in ogni suo titolo. Con Rugby 2005 gli appassionati possono così ricreare su PS2 le atmosfere, le competizioni ed i giocatori più famosi della palla ovale, e sotto questo aspetto il gioco non sfigura, ma va anche considerata una certa difficoltà nell'apprendere (soprattutto per noi profani) la meccanica di gioco ed una certa macchinosità nel sistema di controllo. L'analisi tecnica di questo titolo rivela subito le discrete qualità grafiche, come "impone" da tradizione delle varie serie sportive targate EA. In particolare, colpiscono le ottime riproduzioni dei rugbysti, davvero simili sia nel volto che nel corpo alle loro controparti reali. Inoltre possono vantare una certa espressività nel volto che conferisce ancor più realismo e valore al lavoro svolto dai programmatori in tale aspetto.I modelli dei giocatori sono stati completamente rinnovati rispetto al prequel, ed ora sono molto più fedeli agli originali e convincenti nella realizzazione. Un punto debole dell'aspetto grafico va però segnalato nel campo delle animazioni, che - sebbene come quantità non lascino a desiderare- come qualità invece non riescono a convincere completamente, soprattutto in certe azioni di gioco. Il nuovo motore di gioco sviluppato da EA Canada è invece molto funzionale e riesce a garantire un'ottima velocità nelle azioni di gioco. Un piccolo problema lo si può riscontrare anche nella gestione della varie visuali delle telecamere, dato che l'inquadratura di default a volte non consente di seguire bene le azioni di gioco, soprattuto nei repentini lanci in avanti di piede tipici di questo sport. Nulla di irreparabile comunque, data la discreta varietà di visuali presenti. Più che discrete anche le riproduzioni degli stadi (ma non della folla ancora visivamente deludente) e del "contorno" prima della partita (a cominciare dalla famosa Haka dei neozelandesi All Blacks) ed i vari replays multiangolo per far immergere gli appassionati nella coinvolgente atmosfera del gioco. Il comparto sonoro è più che buono, beneficiando di un bel numero di canzoni provenienti dal solito repertorio di artisti assoldati da EA. Fra le altre, si segnalano "Decent Days and Night" dei Futurehead con altri pezzi poco significativi a margine. In più c'è un'aggiunta importante che è rappresentata dall'introduzione degli inni nazionali delle squadre prima dell'inizio della partita. Un momento intenso, che riesce anche a ricreare meglio l'atmosfera realistica delle partite. E, come afferma lo stesso produttore del gioco Andrew Wilson, il team responsabile di Rugby 2005 ha preso molti spunti da altre produzoni tragate EA. "Abbiamo imparato grandi cose dal lavoro degli altri team EA che lavorano sui vari sport, ed in particolare da quello di Fifa" -dice Wilson- "Oltre all'esordio degli inni nazionali abbiamo infatti voluto introdurre un gran numero di cori personalizzati per le varie squadre". Il commento tecnico durante le partite è esclusivamente in inglese, comunque dotato di precisione e competenza, ma senza enfasi, come nel costume britannico. Il capitolo della giocabilità è legato innanzitutto al fatto di essere a conoscenza delle regole del gioco o no. Probabilmente chi acquisterà Rugby 05 è un appassionato, e dunque conoscerà sino in fondo tutto il regolamento della palla ovale, ma nel creare il gioco EA ha pensato anche ai profani. Considerata infatti la scarsa popolarità di cui gode in gran parte del mondo il rugby giocato, i programmatori hanno pensato di inserire l'opzione denominata Rugby 101, che consiste in un filmato introduttivo alle regole e alle tattiche base del rugby. Inoltre, prima di poter effettivamente cominciare a imbracciare la palla ovale è obbligatorio superare un tutorial che introduce ai fondamenti del sistema di controllo (ma -attenzione- il tutto è commentato ESCLUSIVAMENTE in lingua inglese ed obbligatorio all'inizio) e così anche coloro che approcciano per la prima volta (magari dopo essere stati incuriositi guardando una partita dell'Italia al Torneo delle Sei Nazioni) questo sport potranno apprenderne velocemente le basi ed i movimenti fondamentali. Detto questo, va comunque precisato che per i neofiti non sarà facile entrare nelle regole spesso complicate di questo sport. Dunque sarà davvero necessario un periodo inteso di training prima di affrontare con successo le varie sfide. Del resto, le situazioni di gioco sono davvero tante (mischie, placcaggi, calci piazzati ed in avanti, passaggi laterali e via dicendo) e non sempre semplici da gestire. Il sistema di controllo è comuque sufficientemente valido (lo stick analogico sinistro gestisce i movimenti, quello destro le varie mosse offensive, i tasti dorsali servono per i passaggi, l'accelerazione ed il cambio giocatore, ecc..) e gestibile e dopo un pò di pratica è possibile portare a termine rapide azioni vincenti grazie anche ad una fisica della palla davvero realistica. Si potranno infatti realizzare placcaggi spettacolari ed efficaci, ma anche intercetti e possenti mischie o cercare di controllare il gioco efficacemente, aiutati anche da una discreta IA dei giocatori gestiti dalla CPU. La longevità è forse l'aspetto migliore di Rugby 2005. Dopo aver superato il tutorial, ci si trova di fronte ad una vasta scelta di tornei e alla possibilità di creare dei propri rugbisti, decidendone l'aspetto fisico e le abilità nelle varie situazioni di gioco. Il gioco permetterà di partecipare virtualmente ai più importanti campionati e trofei del mondo con squadre e giocatori ufficiali (vcon ben tre livelli di difficoltà). A parte le classiche amichevoli veloci, il cuore del gioco è rappresentato dai tanti tornei internazionali presenti. In tutto sono presenti ben 61 squadre ed otto tornei fra i quali il Campionato del mondo, il Tri-Nations, il Sei Nazioni (con l'Italia), il 10 Nazioni, il Super 12, l' European Trophy e l'ufficiale British Lions tour. C'è poi da citare la modalità carriera, una parte manageriale che consiste nel prendere il controllo di una squadra inizialmente modesta per poi, attraverso cessioni e acquisizioni, renderla sempre più forte e in grado di affrontare tornei sempre più difficili. La Creation Zone permetterà infine di creare giocatori basati sulle proprie preferenze, di modificare i giocatori reali oppure di inserire nel proprio team i “classic players” del passato. In conclusione, Rugby 2005 è un gioco discreto, sicuramente adatto ai fans della palla ovale, ma poco avvincente per gli altri. Bisogna dare comunque atto a EA di avere lavorato bene per tentare di far "digerire" a tutti uno sport effettivamente poco noto in gran parte del mondo. Tecnicamente il gioco non è assolutamente male, ma come giocabilità l'appeal non è certo il massimo (perchè, ad esempio, non poter evitare l'intera, noiosissima, sessione di allenamento iniziale), sia per la difficoltà a digerire le regole di questo sport, sia per riuscire a tradurre queste regole sul campo da gioco virtuale. Per chi è amante di questo sport non sarà uno sforzo eccessivo, ma per tutti gli altri l'abbandono precoce del gioco in un polveroso scaffale sarà prima o poi inevitabile.
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