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"Si vis pacem, para bellum" - "Se cerchi pace, preparati per la guerra", recitava Publius Renatus nel 390 AD, e nessun motto può attagliarsi meglio ai destini che hanno prima creato e poi mantenuto la Repubblica e L'Impero Romano, fino alla sua definitiva scomparsa con l'ultimo Imperatore d'Oriente Costantino XI Dragases Paleologo nel 1453. Durante questo lunghissimo arco temporale sono state tantissime le battaglie combattute, vinte ma anche perse, che la gente e l'esercito SPQR (SenatusPopulusQuaeRomanus) hanno dovuto affrontare con migliaia di nemici e tanta ostilità diffusa. Questa grande epopea guerresca viene ora proposta da un videogame storico-strategico nato dalla collaborazione tra il noto canale satellitare History Channel ed il team Slitherine. Il risultato è The History Channel: Great Battles of Rome, titolo bellico in tempo reale che si propone di fare rivivere le grandi battaglie dell'antichità, affrontandole alla testa dei valorosi soldati romani, iniziando a comandare un minimo contingente e proseguendo via via sempre alla testa di maggiori legioni, sempre meglio armate e con maggiore esperienza. Ed a garantirne l'accuratezza storica, History Channel ed i programmatori hanno persino attivato delle squadre di esperti sia negli Stati Uniti che in Europa. Il soggetto alla base del gioco è molto affascinante ed anche istruttivo, ma, fin dal suo annuncio, suscitava delle perplessità dovute allo scarso "adattamento" di questi titoli su una console come la PS2, tradizionalmente indirizzata verso altri generi videoludici e, per questo, quasi priva di videogames tattico-bellici. Purtroppo, va detto subito che questi interrogativi preliminari hanno trovato una rispondenza nella realtà del gioco, davvero di basso livello qualitativo e carente anche nella giocabilità e nel divertimento. La parte tecnica è, fin da subito, un pianto. Si viene subito "accolti" da settore grafico indegno non solo di una PS2, ma anche di un buon titolo per la "defunta" PsOne. A parte qualche passabile (e nulla di più) filmato introduttivo tratto da History Channel che illustra i vari passaggi e le varie campagne guerresche, tutto il resto è di basso livello visivo, a cominciare dall'antiquato motore di gioco, per continuare con locations graficamente indecenti su una PS2, con paesaggi praticamente privi di tutto e piatti nelle forme, modelli poligonali degli eserciti poco dettagliati, approssimativi e quasi tutti uguali per i vari popoli che affronteranno le battaglie. E dei tanto decantati eccellenti effetti grafici (riflessi sull'acqua, passaggio giorno-notte, avanzato livello di dettaglio) c'è poco o nulla. Il settore sonoro è leggermente migliore, con musiche di stampo orchestrale-bellico che non sfigurano, mentre gli effetti sonori sono limitati e sostanzialmente minimali. Va segnalata la presenza di qualche breve frase latina con accento anglosassone e la voce narrante di Luciano De Ambrosis (doppiatore italiano di Sean Connery) nei tanti filmati storici del gioco. Le premessa del gioco era, come detto, quella di fondere l'aspetto storico reale, anche con i filmati di History Channel, con le battaglie tattiche da affrontare sul campo. E la giocabilità appare all'inizio varia e non ripetitiva. Si inizia con la classica gestione delle truppe a disposizione, dove sarà possibile arruolare nuovi soldati (avendo il denaro sufficiente a disposizione) upgradare le loro caratteristiche e dotarle di armatura e armi maggiormente potenti. Ma non solo: dopo una battaglia particolarmente cruenta vi potranno essere vari feriti e bisognerà curarli con l'opzione apposita. Una volta finite queste operazioni si passa alla battaglia vera e propria. Da qui bisognerà disporre le proprie unità sul campo di battaglia (selezionandole con L1 e R1), impartendo le tattiche prescelte da utilizzare. Naturalmente ogni unità è liberamente comandabile (ma solo una alla volta) anche durante la battaglia, sempre tramite L1 e R1. Il numero di forze a disposizione è vario: si va dalla semplice fanteria fino a truppe di cavalleria, elefanti, lancieri e così via. Nel complesso, il sistema di controllo non appare molto sofisticato nè particolarmente difficile da gestire: con pochi comandi (per esempio per l'attacco in massa si usa il quadrato, mentre per la ritirata il cerchio), ma ciò non è certamente sufficiente a conferire piacevolezza e divertimento ad un meccanismo troppo ripetitivo e limitato da ogni punto di vista. In tutto, sono riprodotte più di cento battaglie della storia di Roma, di cui 80 su Roma e 20 sui Celti, organizzate in 14 campagne, con la presenza di etruschi, cartaginesi, celti, britanni ed altri popoli nemici (e in certi casi si può anche scegliere di combattere contro Roma). La presenza di diversi obiettivi da raggiungere (ad esempio annientare l'esercito nemico entro un tempo limitato), i tre livelli di difficoltà e la modalità multiplayer in split screen per due giocatori dovrebbero garantire un discreto tasso di longevità, ma le carenze tecniche e strutturali dell'intero gioco sinceramente scoraggiano dopo una ventina di minuti la prosecuzione dell'avventura. E non sono certo i vari bonus sbloccabili con il progredire del gioco un incentivo sufficiente. Nel complesso, The History Channel: Great Battles of Rome è un grandissimo flop negativo, che può, a buon titolo, concorrere per il peggior videogame PS2 dell'anno. Un titolo che presentava tante caratteristiche interessanti, ma che su PS2 rivela una qualità assolutamente scadente ed una giocabilità infima. Costa poco (29 euro), ma anche ad un prezzo ancora inferiore sarebbe assolutamente da sconsigliare. Per gli amanti della storia di Roma meglio guardarsi i filmati veri di History Channel.
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