|
Comparso nel 1974 in un fumetto americano dell'Uomo Ragno, il personaggio di The Punisher (il Punitore) è un giustiziere che agisce per vendetta, per colpire a modo suo i criminali (sulla scorta dei film sulla giustizia privata (stile Ispettore Callaghan e simili). Ora, grazie a THQ ed al team di programmazione Volition è uno tra i tanti eroi dei fumetti che negli ultimi anni hanno fatto il gran salto nei videogames. Come parecchi di essi, non si tratta di un supereroe o un essere dai poteri soprannaturali, bensì di un uomo i cui "superpoteri" sono dati dalla grandissima rabbia interiore, in questo specifico caso provocata dallo sterminio della propria famiglia. Una rabbia che è insieme voglia di giustizia e desiderio di morte per tutta la feccia criminale del pianeta. La storia di Frank Castle racconta infatti che egli era un agente FBI sotto copertura, con un passato nei Marines. Un agguato della criminalità organizzata gli uccide moglie e figli. Da allora lui si trasforma terribile macchina di morte: giudice, giuria ed esecutore per gli assassini. Non c'è pietà, non c'è perdono, non c'è redenzione. C'e solo la PUNIZIONE.
Come si evince dalla descrizione della trama di gioco, The Punisher è un gioco action molto violento. Si uccide, si tortura, si sevizia. Ogni azione va bene quando c'è da colpire i nemici ed estorcergli informazioni utili e notizie per lo svolgimento della missione. Ma in un videogame di buon livello la violenza non è tutto, soprattutto se non è supportata da una soddisfacente qualità tecnica complessiva. E qui iniziano le note dolenti per The Punisher. A partire dal breve filmato d'introduzione in CG, la grafica è infatti generalmente su un livello molto alterno, con vistosi alti e bassi, ma complessivamente tendente a valori non completamente soddisfacenti. Sono soprattutto le locations di gioco a lasciare a desiderare, con ambienti spogli, privi di dettaglio e spigolosi, contornati da textures decisamente di scarso livello e con gravi episodi di compenetrazioni poligonali tra oggetti. E - a parte il Punitore stesso, classico tipo dalla mascella squadrata e con la faccia da duro ben riprodotta - lo stesso discorso vale per la realizzazione dei personaggi, complessivamente stereotipati e dalla scarsa qualità visiva (sebbene alcuni siano più dettagliati di altri). A ciò si aggiunge una qualità delle animazioni che non è certo impeccabile, con movimenti troppo rigidi ed innaturali ed un look complessivo dei personaggi poco originale e scontato. In più, la palette di colori dark in cui è impostato l'intero comparto visivo non conferisce alcun tipo di fascino, anzi spesso crea dei problemi di visibilità. Non mancano discreti effetti visivi, con esplosioni, scene in bianco e nero (davvero d'effetto) e tanto, davvero tanto sangue, che si trova ovunque, data la quantità industriale di uccisioni ed esecuzioni. Comunque, come comparto grafico siamo qualitativamente molto lontani dagli standards delle ultime produzioni PS2. Se l'aspetto visivo lascia parecchio a desiderare, il sonoro si rivela invece decisamente accettabile. I dialoghi sono in un italiano (sia nelle voci che nei sottotitoli) curato e senza errori, oltre che abbastanza efficaci come battute e spiegazioni di gioco. Di buon livello si rivelano poi sia la musica, dal ritmo lugubre-horror adatto alla specificità del titolo, che gli effetti sonori, efficaci e ben adattati alle varie fasi di gioco. La giocabilità è quella dei classici action violenti senza nessun'altra aggiunta o tipologia di gioco. Spara, colpisci, interroga, e -soprattutto- uccidi. Questo è il menu che The Punisher propone durante tutto il suo corso. Non ci sono escamotage tattici, né situazioni da pianificare. Tutto ciò che serve è una buona mira e tanta velocità nello sparare. Oltre alla pura e semplice esecuzione dei criminali (con oltre 100 diverse uccisioni), una parte importante del gioco sta nella possibilità di bloccare e seviziare a dovere (con un particolare indicatore di resistenza alla tortura da parte del soggetto) i criminali fino a fargli svelare alcune informazioni utili. Si può scegliere sia l'interrogatorio generico con strumenti di pressione come pugni, calci, minaccia con le armi e pressione contro il pavimento, sia l'interrogatorio ambientale, interagendo con particolari locations identificate da un teschio; lì ci si potrà sbizzarrire a seviziare i malcapitati nemici in fontane, vasche piene di acido, piranha... insomma, sono davvero tanti i modi per fare "cantare" i criminali. Ovviamente, dopo aver ottenuto le risposte necessarie li si potrà comunque uccidere (con conseguente aumento della propria energia vitale). L'importante è non colpire mai degli innocenti (visibili per il segno sul personaggio) dato che la partita terminerebbe subito. Un'altra opzione riguarda la possibilità di entrare in modalità Massacro, ovvero di esprimere una potenza distruttrice davvero inarrestabile per alcuni secondi, armati nell'occasione solo di coltelli, ma estremamente veloci e forti nelle uccisioni di un enorme numero di nemici. Insomma, la meccanica di gioco è certamente limitata ma anche spesso dannatamente divertente, favorita anche da un sistema di controllo molto facile da gestire: i due stick analogici servono per i movimenti (sinistra) e per direzionare le telecamere (destra), X come tasto azione generale e per afferrare i nemici, triangolo per entrare in modalità massacro, cerchio per raccogliere o scambiare le armi, quadrato per aprire le porte o uccidere i nemici dopo averli afferrati, R1 per sparare, L2 per abbassarsi, R2 per saltare a terra, R3 per azionare il mirino di precisione. Tutto molto istintivo e di immediata fruibilità. Se l'azione e la frenesia di gioco riesce subito a catturare e a regalare momenti di intenso coinvolgimento, la longevità è invece poco soddisfacente. Innanzitutto, l'intelligenza artificiale dei nemici è di basso livello, e li porta spesso ad essere facilmente eliminati, senza creare certo grandi problemi. Le cose migliorano un po' al massimo livello di difficoltà (ce ne sono tre in tutto), ma senza ma raggiungere alte vette di osticità. Oltre alla "piacevolezza" di massacri e violenze varie, a garantire un interesse di gioco un po' più prolungato nel tempo c'è la presenza di un vasto arsenale composto da più di una ventina di diversi tipi di arma, e soprattutto il punteggio delle missioni, il quale permette di sbloccare segreti, acquistare oggetti e potenziamenti all'interno del Giornale di Guerra del Punitore. Tirando le somme, The Punisher va considerato un titolo action di sufficiente valore, certo senza alcuna velleità di capolavoro. Le sue qualità migliori sono la frenesia e l'adrenalina che sprigiona in certe fasi, mentre il lato tecnico lascia parecchio a desiderare. Insomma, un gioco indicato solo ai fans del genere spara-distruggi-uccidi, che non abbiano altre pretese che quelle di passare qualche ora di "piacevole" violenza e distruzione.
|