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Parecchi anni fa ebbe un grande successo una serie di cartoon molto perticolare e simpatica: i Barbapapà, ossia degli strani esseri rosa gommosi, capaci di trasformarsi in qualsiasi cosa e tutti di colore diverso. La loro caratteristica principale era proprio la morbidezza e la gommosità, che li rendeva anche oltremodo simpatici. LocoRoco è un platform game per PSP che ha come protagonisti degli esserini molto simili come tipologia agli antichi barbapapà, anche se non sappiamo se Sony si sia ispirata direttamente a loro. Quello che è certo è che il gioco è stato definito, fin dalle versioni preliminari, il più innovativo dell'anno, oltrechè uno dei più divertenti da molto tempo a questa parte. Adesso che LocoRoco è finalmente disponibile, tali giudizi possono essere finalmente verificati sul campo senza preconcetti o "raccomandazioni" di sorta. E va detto subito che certi superlativi che hanno accompagnato l'uscita di questo titolo vanno notevolmente ridimensionati. Il gioco presenta un mondo dai colori vivaci dove alcune creature rotondeggianti (i LocoRoco) rimbalzano, strisciano e rotolano attraverso un'ampia serie di ambientazioni fino a raggiungere il traguardo del livello. In sostanza, ci si trova davanti ad un platform-puzzle molto limitato e schematico, anche se non privo di una buona dose di originalità. Il fattore grafico è uno dei punti di forza maggiori di questo titolo: i colori vivacissimi ed il design molto ricercato dei livelli e delle locations sono certamente di grande impatto, anche considerando che spesso ci si trova dinanzi a dei veri e propri capolavori d'ingegno e di inventiva. Ed i rotondeggianti LocoRoco (che possono mutare la propria forma assottigliandosi o diventando quadrati, per poi sempre tornare allo stato originario) sono indubbiamente azzeccatissimi ed oltremodo simpatici nella loro forma buffa e nelle movenze a palla. I mondi ed i livelli sono anche piuttosto vari, con foreste autunnali, ambientazioni horror, distese di ghiaccio, ed altre in cui occorrerà zigzagare tra nemici e vari ostacoli. E, grazie alla grande vivacità dei colori ed all'allegria che sprigiona ogni elemento del gioco, si ha sempre l'impressione di essere davanti ad un passatempo psichedelico interattivo, ad un cartoon più che ad un gioco. Ed anche il sonoro sa molto di cartoon, con musichette elementari e di stampo gioioso che ricordano le canzoncine che si cantavano da bambini. Ed anche gli effetti del gioco sono molto umoristici sostanzialmente di discreto livello. Insomma, un comparto molto intonato all'atmosfera complessiva del gioco e, anche in questo caso, per la verità forse troppo infantile. La giocabilità era preventivata come la vera arma vincente di LocoRoco, che alcuni già presentavano come una sorta di nuovo Tetris, Super Mario o chissà che. Bene, alla prova dei fatti tutta questa enfasi appare del tutto ingiustificata, e, anche se il fattore originalità è davvero molto alto, ciò non basta a rendere questo gioco un titolo memorabile. Sostanzialmente, ci si trova davanti ad un platform molto atipico, anche per la gestione dei comandi, affidati non ai tastini direzionali, ma bensi ai soli tasti dorsali della PSP che serviranno ad inclinare il piano di gioco o a destra o a sinistra, a seconda delle situazioni di gioco. E così il nostro esserino (o i nostri esserini) andrà nelle varie direzioni nella maggior parte dei casi sostanzialmente per inerzia, mentre per saltare si dovrà premere simultaneamente i dorsali L e R. I LocoRoco hanno la tendenza alla crescita a dismisura, cibandosi della frutta presente nei livelli, ma se diventano troppo grassi non potranno infilarsi nei passaggi più stretti. Bisognerà dunque dividere il grande LocoRoco in tanti piccoli LocoRoco, per poi riunirli nuovamente in un'unica creatura una volta passato l'ostacolo, e ciò è possibile con una rapida pressione del tasto Cerchio. I LocoRoco divisi sono però molto più difficili da gestire e tenere insieme e non è raro che in queste occasioni se ne perdano alcuni, preda sia di alcuni nemici (presenti però in numero molto esiguo), sia per i vari cunicoli e livelli. Una volta superati tali passaggi sarà possibile riunire (sempre con Cerchio) i "pezzi" rimasti e continuare il livello. Ovviamente più grande e grosso è il LocoRoco con cui si giunge alla fine del livello (ed anche in certi punti intermedi) si ottengono maggiori bonus in termini di punti, anche considerando il tempo di completamento. Sembra divertente, ma, a parte una certa curiosità iniziale non è che il piacre di gioco sia su livelli eccezionali, anche considerando come l'attrattiva per un non adolescente diventa ancora più bassa. Peraltro, la longevità viene stimolata in parte da marginali minigiochi o dalla gestione della Loco House con taluni oggetti bonus raccolti durante l'esplorazione e in parte dal tentativo di finire i livelli al 100%, scoprendo ogni possibile bonus (ed in questo caso l'impresa è piuttosto ardua), ma, a dire il vero, la noia sopraggiunge abbastanza presto a coprire ogni possibile volontà in tal senso. Tirando le somme, LocoRoco si rivela un pò una delusione, date le grandissime premesse (e promesse) che c'erano su di esso. L'originalità non manca, questo è vero. Ma è ben poca cosa rispetto alla ripetitività della meccanica di gioco, alla sua "infantilità" ed al suo non essere un videogame vero e proprio. Può piacere per un pò, ma alla lunga risulta noioso ed anche un pò "stupido". La discreta componente tecnica ed un design dei livelli complessivamente accettabile non ne consente una completa bocciatura, ma non toglie certo la delusione.
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