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"Vice City, 1984. Le opportunità abbondano in una città recentemente emersa dalle paludi, la cui crescita è alimentata dalla lotta per il predominio nel mercato della droga. I cantieri costellano una metropoli scintillante che getta le fondamenta nel crimine e nella frode. Da buon soldato, Vic Vance ha sempre protetto la sua disastrata famiglia, il suo paese e se stesso. In seguito a una scelta sbagliata, la sua vita imbocca una strada pericolosa. Gettato sulle strade di una città i cui unici valori sono l'apparenza e l'avidità, Vic deve prendere una decisione difficile: costruire un impero o essere schiacciato dagli eventi..."
La trama di Grand Theft Auto: Vice City Stories per PS2 è quella già vista e rivista su PSP, e del resto il gioco è un adattamento per il 128 bit Sony direttamente dalla console portatile. Come Liberty City Stories l'anno scorso, Vice City Stories è un alibi per guadagnare altro denaro da un concept già sfruttato altrove e -soprattutto- privo dei miglioramenti tecnici necessari ad una versione PS2. Il gioco è sostanzialmente uno dei classci titoli GTA: un action a tinte "malavitose" che si svolge due anni prima degli eventi narrati in Vice City per PlayStation 2 e ne rappresenta una sorta di introduzione. L'ambientazione è infatti datata due anni prima dell'"avvento" di Tommy Vercetti. La città dai mille neon è più che mai teatro di lotte tra fazioni rivali, ed in quest'ambiente un pò sordido il giocatore fa conoscenza con Victor Vance, un tipo che contrariamente a suo fratello Lance (Vice City) sarebbe per la disciplina e la legalità, e non a caso si è arruolato nell'esercito. Ma il tenente Jerry Martinez, il suo superiore, lo spinge a compiere diversi crimini ed affari multipli illegali: insomma, il classico retroterra della serie GTA, comunque sempre intrigante. La transizione tecnica di Grand Theft Auto: Vice City Stories da PSP a PS2 è però il punto dolente del gioco, poichè, se è vero che il gioco ha beneficiato ovviamente di vari miglioramenti, certo non appare all'altezza delle potenzialità di una console a 128 bit. L'impatto visivo è generalmente poco dettagliato e rifinito e da ciò deriva una sensazione di mancato realismo. Certo, rispetto alla PSP, non mancano colori più brillanti e cieli pieni di sole di Vice City ed i modelli poligonali dei personaggi, dei vari edifici e dei veicoli sembrano molto più dettagliati, sia nel gioco in sè che soprattutto sulle cut-scenes (dove le espressioni del viso dei personaggi sono anche discretamente espressive). Ma sono anche evidenti i problemi di pop up (con oggetti ed edifici che non compaiono con il "timing" giusto), così come uno scrolling non sempre perfetto, a testimonianza di un motore di gioco non ottimizzato al massimo. Eccellente invece il comparto sonoro, con la possibilità (ormai un classico della serie) nei momenti di guida di un veicolo (non importa se a due o quattro ruote)di spaziare fra varie "stazioni radio" con generi musicali diversi, dagli anni 80 alla musica rock, a quella latino americana, fra cui spiccano brani di Phil Collins, Depeche Mode, Cure, Howard Jones, Paul Young, Judas Priest, Mothley Crue, Nik Kershaw, Run DMC e tanti altri.. I dialoghi fra i vari personaggi sono rimasti in inglese (comunque comprensibile, perchè poco complessi come linguaggio) anche nella versione per l'Italia, ma con dei sottotitoli in italiano che spiegano lo svolgersi delle varie missioni e degli aspetti del gioco. Le missioni del gioco sono decisamente più lunghe del solito, infatti, al contrario dei 4-5 obiettivi massimi presenti nelle missioni di VC su PSP, stavolta ci saranno fino ad una dozzina di "compiti" per volta, anche se spesso tutti sono molto simili tra loro, e ciò può far diventare ancor più ripetitivo un meccanismo di gioco che di per sè già lo è. Per rendere un pò più varia l'esperienza di GTA VCS, i programmatori hanno aggiunto la possibilità di rovinare la piazza alla concorrenza, assalendo gli edifici delle altre gang, uccidendo tutti, distruggendo il luogo ed entrando in possesso della proprietà degli avversari. In ogni caso, la struttura di gioco è quella solita dei titoli GTA, con una lunga storia principale, diverse missioni secondarie e strade in cui scorazzare ed esibirsi in acrobazie di ogni genere. Il sistema di controllo ha gli stessi difetti dell’originale (in particolare nei combattimenti e nelle sparatorie), anche se la presenza dei vari bottoni garantiti dal joypad Sony rende tutto meno difficile che su PSP. Si guadagna "sensibilità" soprattutto nella precisione di guida e nelle sparatorie, in particolare quando si tratta di mitragliare da un veicolo. L'assenza di una modalità multiplayer resta sempre discutibile e ciò non giova certo alla longevità del titolo. Una delle migliorie strutturali più giuste è la possibilità di evitare le lunghe sezioni di guida necessarie nel corso delle missioni per arrivare a destinazione, dato che con la pressione di un tasto sarà possibile saltare queste fasi. In caso di decesso, sarà possibile sia arrivare direttamente al luogo dove iniziare la missione, sia corrompere i poliziotti per riavere tutte le armi confiscate. E se le prime missioni sono solo d'addestramento, nel seguito del gioco gli obiettivi e i nemici da fronteggiare raggiungeranno una complessità notevole, e in questi casi bisognerà impegnarsi a fondo per non essere uccisi o catturati. Con Grand Theft Auto: Vice City Stories, Rockstar Games tenta la solita operazione di spremitura da un soggetto che ormai è stato sfruttato fino all'osso e che non ha da proporre nulla di nuovo. Questa conversione da PSP non è comunque da buttar via, ma risente dei mancati aggiustamenti tecnici e delle migliorie indispensabili per uan console comunque a 128 bit come la PS2. Il gioco comunque piacerà agli amanti della serie, ma può interessare anche gli altri, dato il prezzo budget a cui viene proposto, ossia 29 euro, comunque il doppio del costo della versione americana.
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