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Quattro anni di sviluppo con tutta una serie di rinvii per la ricerca della perfezione, centinaia di test su strada con vetture reali di ogni tipo e genere, campionatura dei suoni singoli di gran parte del parco automobili, 700 vetture, 50 tracciati, l'utilizzo di DVD 9, un formato professonale di DVD più capiente del tradizionale DVD-5 per contenere tutta la "mole" del gioco. Questo è il retroterra di Gran Turismo 4 per PS2, il racing-game più ambizioso mai pensato e realizzato per una console. Kazunori Yamauchi ed il suo team Poliphony hanno dato fondo ad ogni goccia del loro talento informatico ed hanno prosciugato ogni singola partizione di memoria della PS2 per realizzare un videogame che, come ci si attendeva, risulta di livello assoluto (anche se non privo di talune carenze). Da GT3 del 2001 ad oggi (con l'intermezzo di GT4 Prologue) molta strada è stata ovviamente fatta nelle capacità di programmazione della PS2 e l'arrivo di Gran Turismo 4 è lo specchio fedele di questi cambiamenti, che però fanno riferimento solo ai parametri più puramente tecnici (grafica e sonoro), che alla giocabilità vera e propria, orami standardizzata (con pregi e difetti) sui canoni ben definiti della serie. Il settore grafico è quello che, grazie alle tante migliorie visive ed alla solita maniacalità dei Poliphony verso il realismo, appare il miglior biglietto da visita del gioco. Il livello di cura per le vetture è come sempre elevatissimo, grazie al grande numero di poligoni ed alla qualità ed al dettaglio delle texture. E l'intero scenario viene impreziosito da eccellenti effetti di luce, dalla qualità dell'illuminazione e dei riflessi sulle carrozzerie delle macchine. Le aggiunte visive riguardano anche i pit stop, che sono stati animati, ed il Photo Mode, una sorta di "minigame" con il quale si possono fissare i momenti clou delle gare su bellissimi sfondi ispirati a note località mondiali. E' infatti possibile scattare foto statiche in alcune predeterminate posizioni "da cartolina" (come ad esempio piazza San Marco a Venezia) ma anche immortalare la propria vettura in una sessione di prova in cui si scende in pista su di un qualsiasi circuito. E dopo aver fatto la propria istantanea sarà possibile con una semplice chiavetta USB, trasferire le foto dalla Playstation 2 al PC. C'è da segnalare poi la nuova visuale da sopra il tettuccio, che pur non facilmente fruibile riesce a garantire una maggiore varietà nelle inquadrature. L'audio del gioco è altrettanto convincente, sia per quanto riguarda la musica che per gli effetti sonori, a partire dai motori, la cui peculiarità è quella della ricercatezza dei vari "rombi" delle singole vetture, "auscultate" quasi tutte una per una da parte dei programmatori Poliphony. E poi ci sono le musiche, tante, e di diversa impostazione e genere. Si va da pezzi pop e rock dei Van Halen, Earth, Wind & Fire, The Distillers e tanti altri (sebbene non tutti conosciutissimi) a musica classica di Bach, Chopin, Debussy e Mozart. La giocabilità è il maggior punto di forza di Gran Turismo 4, come del resto lo è stata di tutta la serie. Se però il livello assoluto del divertimento non è in discussione, non mancano le solite critiche, ancor più accentuate se si pensa quanto tempo abbiano avuto a disposizione i programmatori per perfezionare questo nuovo episodio. Innanzitutto mancano - come sempre- i danni alle vetture, una lacuna storica che sarebbe il caso di colmare, pagando il giusto prezzo alle case produttrici per ottenere il loro assenso. Poi non è stata implementata la modalità per l'on-line che era stata unanimemente considerata come una delle aggiunte forse più azzeccate che si potessero introdurre (e su questo punto lo stesso Yamauchi è stato molto vago, dicendo chiaramente che è possibile entro l'anno un "aggiornato" con l'opzione on line). Infine, l'altro grosso difetto che si riscontra è la scarsa "evoluzione" dell'IA degli avversari virtuali, privi di tattiche competitive o di una guida realmente "intelligente", che li porta nella maggior parte dei casi a gestire le gare in maniera ottusa o indisponente. E se il modello di guida appare comunque convincente come sempre, dato il suo forte orientamento verso la simulazione, the real driving simulation (come è stata sottotitolata l'intera serie GT) manca così di tante indispensabili "presenze" per essere davvero real. Certo, sul piano dei racing presenti sulle varie console, GT è sempre al top (ora insieme a Forza Motorsport per Xbox), ma il problema è che passano gli anni ed i difetti storici della serie non vengono affrontati di petto e risolti. GT4 è stata l'ultima tappa della serie su PS2 e dunque era lecito attendersi dei miglioramenti cospicui in quei settori in cui le lacune erano presenti. Ma ciò purtroppo non è avvenuto. A prescindere da questi aspetti, l'aspetto della godibilità e del divertimento è sempre su livelli altissimi. Il sistema di controllo delle vetture è preciso ed efficace, anche se usufruire di un volante offre rispetto al joypad una resa ed una facilità di guida ovviamente molto maggiore. Il resto lo fanno i perfezionamenti nel modello di guida, soprattutto in merito all'aerodinamica delle vetture, per il quale c'è persino un apposito indicatore presenta infatti in tempo reale lo spostamento del baricentro dell'auto nelle curve e nei momenti di instabilità. In più, i Polyphony hanno voluto aggiungere nuove possibili elaborazioni applicabili alla vettura, come la possibilità di aggiungere gli alettoni nelle vetture che li prevedono. Ed ora veniamo al vero punto di forza del gioco: la longevità. GT è storicamente eccezionale nel numero delle vetture proposte (in GT circa 700 ed ognuna con il suo vario stile di guida), anche se il roster presenta delle carenze di grossi calibri come la Ferrari (ed anche in questo caso non è una novità). Poi ci sono più tracciati e più modalità di gioco, più gare e più patenti (16 prove per ognuna delle 5 patenti). La modalità Arcade e la storica Gran Turismo completano un menu davvero ricchissimo. Un esempio della varietà disponibile in questa edizione sono le cosiddette "Missioni" ovvero fasi specifiche di una gara in cui è necessario completare un preciso obiettivo. Infine c'è la modalità B-Spec, ossia la parte "manageriale" delle gare dove si assiste alla gara ed interagendo solamente tramite l'impostazione del livello di aggressività del pilota, suggerendo quando sorpassare e richiamandolo ai box. In pratica queste gare sono in sostanza dei "replay interattivi" dove poter apprendere la corretta gestione della gara e correggere i propri errori. In effetti, non un'opzione molto divertente, ma la si può considerare come un ponte per il futuro della serie, dato che Yamauchi ha dichiarato che è già in fase di progettazione (ma per la PS3 e con tempi lunghi) una versione di GT più manageriale ed in stile RPG. Al tirar delle somme, GT 4 rimane indiscutibilmente il miglior racing game per PS2. Detto questo, non si può fare a meno di evidenziare però come gli errori ed i limiti della serie permangano inalterati, e forse sarebbe meglio pensare a qualche auto in meno e a potenziare l'IA dei veicoli gestiti dalla CPU. E poi c'è la storica lacuna della mancanza dei danni alle vetture. Carenza forse accettabile agli esordi della serie su PS2 (a fronte di tale livello tecnico), ma ora è diventata davvero fastidiosa e poco consona a quello che è unanimemente considerato il miglior racing game sulla console Sony. Infine l'on line gaming: per quanto ci riguarda è la lacuna meno importante, dati i compromessi tecnici che avrebbe necessitato, troppo elevati per l'hardware PS2, come ha onestamente riconosciuto lo stesso Yamauchi. In attesa della versione PS3 (o di un GT 4 upgradato), per ora va bene così, anche se con la votazione del gioco vogliamo penalizzare non tanto la sua qualità, quanto la riproposizione di difetti storici della serie, che un team del livello dei Polyphony avrebbe dovuto correggere o quantomeno ridurre.
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