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Cina: giorni nostri. Fra le tante azioni di spionaggio sotto copertura promosse dalle potenze occidentali qualcuna ogni tanto va male ed gli agenti segreti vengono lasciati per la maggior parte dei casi al loro destino. Torture, sevizie e prigionia senza alcun diritto sono le certezze che attendono coloro che si lasciano scoprire e catturare. E l'agente della MI6 Andrew Sterling è proprio uno di questi uomini. Picchiato e torturato, è rinchiuso in una prigione cinese in attesa di essere ucciso. Ma il destino fornisce spesso possibilità insperate che vanno colte al volo per tentare di sopravvivere ad ogni costo.. e la salvezza arriva per mano di Kim, un'amica vestita stile ninja che libera Sterling e gli consegna una pistola con silenziatore. Da lì in poi inizia una nuova missione per l'agente segreto, un lavoro sporco e pericoloso.. salvare il moondo da un'organizzazione terroristica che minaccia l’intera umanità con potentissime armi nucleari.
La trama di Cold Winter sembra proprio quella di una spy story ricca di thrilling e suspance, olre che di azione e grandi sorprese. E va aggiunto che sotto il profilo del fscino dell sceneggiatura e dell'azione questo titolo (peraltro poco pubblicizzato) non tradisce quasi mai durante il suo svolgimento. Ci si trova così invischiati in una storia di spionaggio, intrigo, doppio gioco e vendetta in questo sparatutto in soggettiva a metà tra il thriller e l'azione che si dipana in tutta una serie di locations ricche di intrighi ed azione. Detto questo, bisogna però anche aggiungere che per quanto riguarda il profilo puramente tecnico del gioco (grafica ed, in parte, sonoro) non è che ci si trovi davanti ad un titolo di alto livello, anzi. Iniziamo dal comparto grafico, che appare da subito sostanzialmente modesto, con locations sì discretamente caratterizzate e abbastanza varie (il carcere cinese, la Corea del Nord, l'India, il Cairo, il Gran Canyon ed altre), ma complessivamente poco soddisfacenti dal punto di vista visivo, soprattutto a causa della loro notevole scarsità di dettagli. I modelli poligonali dei vari personaggi del gioco sono scarni, poco dettagliati e ricoperti da textures non certo eccelse. Ciò da vita a soggetti spigolosi e poco credibili nell'aspetto. A ciò si aggiungono vari difetti tecnici generali del settore, come i vari fenomeni di pop up e compenetrazione poligonale che si riscontrano in varie occasioni durante il gioco ed un motore di gioco che a volte fa i capricci. Di accettabile livello risultano invece le varie sequenze in CG che spiegano le vicende del gioco, i tanti effetti visivi (esplosioni, fumo, ecc..) presenti durante le missioni ed una fisica degli oggetti ottima. Da segnalare, infine, la costante presenza di elementi splatter, come il tantissimo sangue che si sparge dovunque, la comparsa di stormi di mosche che vanno a posarsi sui cadaveri dei nemici uccisi e le varie parti del corpo che si staccabno dopo avere ricevuto i colpi delle armi. Anche il settore sonoro del gioco non fa certo gridare al miracolo, ma comunque si colloca su un livello migliore di quello grafico. Brani musicali di discreta fatture ed effetti sonori ben impostati e molto realistici (grida, spari di vario tipo, esplosioni) garantiscono infatti una buona riuscita all'intero comparto. Di buonissimo livello è anche il doppiaggio interamente in italiano, con voci credibili e dialoghi finalmente in un linguaggio comprensibile e privo di strafalcioni. Abbiamo segnalato prima la qualità non eccelsa della grafica ed il livello medio del sonoro. Ma per quanto riguarda il settore della giocabilità, Cold Winter si difende invece molto bene, grazie soprattutto ad un'efficace dose di violenza ed azione, che fin da subito attanaglia il giocatore e lo spinge a voler proseguire sempre più a fondo nel gioco. In sostanza ci si trova davanti ad un FPS piuttosto classico, dove il cuore del gioco è sempre rappresentato dal distruggere uomini e mezzi nemici senza alcuna pietà. Quasi assente (o comunque di scarsa importanza) l'elemento stealth, così come poco significativa risulta la possibilità di combinare i vari oggetti che si troveranno in giro nelle varie missioni per ottenerne degli altri da usare in certe circostanze. Insomma, il tutto si svolge con una serie di missioni nelle quali sbaragliare i nemici e raggiungere certi obiettivi, sfruttando la sempre maggiore disponibilità di armi (in totale, circa 45 (pistole, mitragliatrici, lanciarazzi, granate, molotov, bombe fumogene)). Un buon sistema di controllo supporta egregiamente le varie azioni, consentendo un approccio facile ed immediato alla frenesia di gioco (da segnalare soprattutto l'ottimo sistema di puntamento consente di mirare agevolmente e di centrare con buona precisione testa, corpo o arti (con conseguenze diverse a seconda del bersaglio colpito). Un altro elemento utile nel gioco è rappresentato dalla presenza di vari oggetti che possono servire come riparo o cme oggetti contundenti, basta selezionare l'azione scelta da un mini-menu che compare appena ci si trova in prossimità dell'oggetto stesso. Il vero punto debole di Cold Winter è però la longevità. Infatti varie elementi di gioco concorrono a penalizzare notevolmente l'intera durata dell'avventura. Innanzitutto, una difficoltà media piuttosto bassa. Ci sono -è vero- ben 4 livelli fra cui scegliere, ma i primi due sono davvero facilissimi e solo con gli ultimi due si inizia ad avere un pò di sfida. A ciò si aggiunge un'IA dei nemici estremamente deficitaria, quasi di inerzia dinanzi all'avanzata di Sterling. Ma non solo: va anche segnalata la presenza illimitata di medikit curativi ed armature proteggicolpi che rendono la vita nelle 13 missioni davvero facile. Detto questo, si capisce bene come l'intera avventura si finisca in non molto tempo. Aggiungiamo a tutto ciò la ripetitività dell'azione, che certo non aiuta a rendere il gioco più attraente. La modalità multiplayer, adoperabile sia offline sia online, non risolleva più di tanto la situazione. Infatti, nella "versione" on line si è sempre soggetti alla funzionalità non sempre ottimale di questa funzione su PS2, ed in più le modalità di gioco presenti (sei, tra cui il classico deathmatch ed il team battle) non riescono ad essere avvincenti. Offline si potrà giocare con gli amici usufruendo dello split screen per un massimo di quattro giocatori, ma anche in questo caso non è niente di entusiasmante. Il giudizio finale su Cold Winter è di sufficienza piena, sebbene questo titolo contenga al suo interno delle potenzialità nettamente superiori, purtroppo sostanzialmente inespresse. Il deficit tecnico (soprattutto grafico), l'eccessiva facilità ed una continua ripetitività nell'azione sono infatti difetti troppo grossi per non essere fortemente penalizzanti. Peccato, perchè in certi momenti il gioco riesce lo stesso ad essere avvincente e ad avviluppare il giocatore. Ma -alla fine dei conti- tutto ciò non basta, se non come piacevole passatempo per qualche giorno, senza altre pretese.
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