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"In una fredda e lontana città c'era una volta un bambino di nome Charlie Bucket. Di famiglia povera, Charlie aveva da sempre un sogno: visitare la fabbrica di cioccolato di Willy Wonka, chiusa ormai da molti anni. Già, Willy Wonka, un geniale e strampalato proprietario della migliore fabbrica di cioccolato del mondo. Nessuno sa come crei i suoi prodotti, ma tutti sanno quanto sono buoni. Nessuno lo vede più da anni, ma tutti lo considerano un genio. La fabbrica però è chiuda da tempo e di entravi è impossibile per tutti. Poi un giorno succede l'inaspettato: Willy Wonka nasconde 5 biglietti d'oro nelle migliaia di tavolette distribuite in tutto il pianeta. Il bambino che ne troverà uno vincerà una visita guidata all'interno della fabbrica e potrà essere accompagnato da un genitore. Viene anche promesso un misterioso premio finale, che potrà vincere uno solo dei bambini. Ed uno dei fortunati è proprio Charlie.." Comincia così la favola cinematografica e videoludica di Charlie e la fabbrica del cioccolato, sospesa fra spazio e tempo e fra una dimensione di sogno e fanciullezza. Il film del famoso Tim Burton ha avuto modo di esprimere la contraddizione di due mondi: la povertà della catapecchia di Charlie e l'opulenza della fabbrica di cioccolato di Willy Wonka (nel film impersonato da Johnny Depp), ma ha anche messo in mostra ancora una volta lo straordinario talento visivo del regista. A parte le valutazioni cinematografiche, un soggetto del genere ben si prestava per una trasposizione videoludica, dedicata soprattutto ad un target di utenza adolescenziale. E così ha visto la luce la Fabbrica di Cioccolato, un action adventure game coloratissimo e chiaramente ispirato alle vicende ed ai personaggi del film. Data la sceneggiatura interessante e la buona caratterizzazione dei protagonisti, ne sarebbe potuto venire fuori un discreto titolo che potesse accontentare i fans del film ed anche chi ama i giochi semplici e coloratissimi. Purtroppo, non è stato così. L'analisi tecnica del gioco rivela infatti subito con quanta approssimazione sia stato realizzato, senza davvero valutare come simili prodotti non abbiano nulla da dire in un mercato PS2 che sta attualmente proponendo fior di titoli. Il comparto grafico fin dal'inizio rivela lacune e difetti che ne testimoniano ampiamente lo scarso valore. Nel settore si salva - forse - solo il design dei modelli poligonali di qualche personaggio e la vivacità della palette dei colori, ma per il resto c'è davvero un disastro. Qualche ambiente è passabile come design, ma in compenso pecca di rifiniture e cura di dettagli, e dire che la fabbrica fantastica di Willie Wonka sarebbe potuta essere riproposta in ben altro modo. Ma i difetti più palesi riguardano lo scrolling scattoso all'ennesima potenza, le animazioni dei personaggi lacunose e poco credibili, la mancanza di effetti visivi degni, textures di scarsa qualità e via proseguendo. Tutte pecche gravi, ma soprattutto la scattosità così evidente dello scrolling è davvero una bestemmia tecnica quasi inaccettabile a fine 2005 su una PS2. Il team di programmazione High Voltage certo non era conosciuto per la qualità e la quantità dei titoli prodotti, ma in questa occasione ha davvero cercato di dare il peggio di sè. Se il settore grafico piange, quello sonoro certo non ride. Le musichette presenti sono sì discretamente orecchiabili, ma anche esageratamente ripetitive, con il risultato di diventare noiose dopo un pò. I dialoghi (o meglio, i monologhi, a parte il colloquio iniziale fra Charlie ed il nonno) sono localizzati in italiano, con delle voci sostanzialmente accettabili, ma con traduzioni lacunose che rendono le frasi spesso poco chiare e non di senso compiuto. Si è probabilmente cercato di fare una traduzione eccessivamente letterale dall'inglese, e ciò non ha certo giovato. Anche gli effetti sonori sono nella mediocrità qualitativa più assoluta e risultano così sostanzialmente insignificanti. Quando un videogame presenta lacune tecniche così importanti, l'unica salvezza potrebbe essere rappresentata da una super giocabilità. Questo assioma è sempre valido in generale, ma, sfortunatamente, la Fabbrica di Cioccolato non rientra in questo canone. Sì, perchè anche sotto il profilo della piacevolezza e del divertimento le cose vanno male, penalizzando ancor di più l'intera struttura di gioco. Sostanzialmente, ci si trova davanti ad un platform-adventure di stampo classico, con vari elementi puzzle da portare a termine, cercando questo o quell'oggetto o trovando gli esserini (gli Umpa-Lumpa) che sono essenziali per svolgere certi compiti per l'avanzamento nei livelli. I poblemi principali sono due: un sistema di controllo molto penalizzante (soprattutto nei salti e nei movimenti di precisione), e la stranezza e l'incomprensibilità di certe azioni da compiere in determinati momenti. Il problema, infatti, è quello che all'inizio di ogni livello compare Wonka in persona che esprime alcune piccole frasi che dovrebbero dare degli indizi per lo svolgimento della missione. Ma fra il numero di parole davvero stringato e la traduzione approssimativa ci si capisce davvero poco. E bisogna così spesso affidarsi al caso o cercare di arrovellarsi il cervello per giungere a capire quali possano essere le cose da fare. E questa peculiarità non appare certo azzeccata, se pensiamo che stiamo parlando di un videogame sostanzialmente dedicato ad una fascia d'età piuttosto giovane. Dopo l'esposizione di questa serie di difetti, risulta evidente come anche la longevità ne sia pensalizzata. Intendiamoci, non è che il gioco non conterrebbe in sè degli elementi tali da garantire una discreta dose di pazienza (e di tempo) per superarli tutti. Ma è proprio la volontà di impegnarsi che viene a mancare dopo poche partite. Inizialmente, la curiosità di scoprire un mondo comunque affascinate e ricco di colori può anche attrarre e stimolare ad andare avanti, ma già dopo una mezz'ora di gioco la noia la fa da padrona, e si giunge allo spegnimento della console, spinti anche da una sostanziale ripetitività delle cose da fare. Insomma, avrete capito che La Fabbrica di cioccolato è un titolo davvero scadente. Se la giocabilità fosse stata piacevole avrebbe anche potuto raggiungere una mediocrità stentata, ma così non è stato ed allora non c'è alcun appiglio per le giustificazioni. Va infine segnalato che il gioco è venduto ad un prezzo interessante (39,90 euro), ma noi lo sconsigliamo comunque, anche ai fans del film.
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