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Ubisoft Montreal ha senz'altro fatto aspettare molto i fans prima di realizzare compiutamente questo Assassin's Creed. Ed ad aumentare le attese sin dall'annuncio dei primissimi dettagli, c'era il fatto che il gioco mostrava diverse similitudini con il bellissimo Prince of Persia: Sands of Time, anche perché gran parte del team di programmatori era lo stesso del Principe. Assassin's Creed arriva ora sugli schermi videoludici con speranze pesanti che pesano sulle sue spalle. Rimane da sapere se bisognerà classificarlo fra le esperienze ludiche fuori del comune o le delusioni cocenti. Intanto, può contare su un'ambientazione temporale davvero affascinante: la terra santa alla fine del XIIesimo secolo in occasione della terza crociata, "la crociata dei re". L'epoca non è ovviamente affatto pacifica in queste regioni strappate dalla guerra ed i contrasti geopolitici che già allora l'insanguinavano. Altair il nostro eroe, evolve così in questo contesto - per lo meno delicato - come membro della confraternita degli assassini e dovrà svolgere diverse missioni in Terra Santa che vanno dal rubare informazioni, investigare sui fatti e, poco sorprendentemente, uccidere personaggi chiave. Ecco di colpo tra Damasco, Acri e Gerusalemme, un elenco nero di nove nomi in suo possesso: le sue nuovo future vittime.. Eroe scaduto, contesto torbido, personaggi ambigui... Ubisoft Montreal non ha mercanteggiato sugli artifici nella sceneggiatura per organizzare uno sfondo complesso ed interessante per Assassin's Creed. Graficamente il gioco combina degnamente bellezza e ricchezza, scorrevolezza e vastità di orizzonte. Le tre città che fungeranno da locations sono infatti ampie e complesse, con ispirazioni architettoniche e colori sempre diversi. Girare liberamente nelle loro viuzze e sui loro tetti è sempre un vero piacere di cui non ci si stanca mai, anche se alcune sono più belle di altre. Il free-roaming all'interno delle città è totale, con la capacità di arrampicarsi, oltre alla possibilità di camminare tra le vie affollate cercando di attirare il meno possibile l'attenzione. Gerusalemme, Acri e Damasco sono infatti traboccanti di vita con tanti personaggi con i quali interagire: il mercante, il mendicante, l'attaccabrighe, il soldato... insomma, una vera galleria d'umanità. La costruzione di modelli dei personaggi del gioco è anch'essa di buon livello, sia per caratterizzazione che per veridicità storica con vestiti e look dei personaggi credibili e ben riprodotti. Ma sono soprattutto le animazioni che attirano l'attenzione tanto sembrano tanto "sensibili" quanto naturali. Nonostante tutte queste qualità, Assassin's Creed soffre di piccoli difetti, con un pò di clipping e pop-up, qualche a bugs da collisione o la mancanza di scorrevolezza in alcune occasioni. Non mancano però anche alcuni ottimi effetti grafici (come quello delle nuvole che oscurano il sole) e vari topcchi di classe qua e là. Il gioco presenta anche numerose cut-scenes di buon livello che spiegano l'evolversi della situazione e sono spesso indispensabili per far chiarezza (soprattutto all'inizio con la spoiegazione della "distorsione" temporale). Il realismo, inoltre, è rafforzato da un ambiente sonoro molto riuscito che riesce a completare adeguatamente le missioni. Eccellenti risultano gli effetti sonori, convincenti e realistici in ogni frangente, ma va anche sottolineata la presenza di melodie molto belle e d'atmosfera. Infine, va sottolineato anche il buon lavoro per il doppiaggio in italiano, sia per quanto riguarda i protagonisti che per i comprimari, con voci adeguate e con una recitazione convincente sia nelle parole che nei timbri. La giocabilità si presenta come un mix tra Splinter Cell e Prince of Persia, ma riveduta e corretta magistralmente. L'avventura di Altair è dunque data ritmo dai diversi assassinii ordinati dal padrone della confraternita. Dopo avere ricevuto i vari ordini, egli parte dalla cittadella degli assassini (sospesa sul piccolo villaggio di Masyaf) per la volta di Damasco, Acri o Gerusalemme per effettuare le sue missioni. Ma prima di percorrere le viuzze di queste grandi città, Altair dovrà attraversare il regno a cavallo. Infatti, nello stile di Oblivion, Assassin's Creed propone un vasto mondo da esplorare, al di là delle fortificazioni delle città dove si svolgono le missioni. Immersi in questo passato lontano, ci si sente inizialmente un pò persi in mezzo a queste tensioni politiche tra Templari, Inglesi e Saraceni, ma, appena arrivati ai piedi delle fortificazioni della città dove c'è la futura vittima, non c'è tempo per i tentennamenti appena si vedono le guardie, generalmente molto numerose ed attente. E qui si inizia subito a notare l'elemento stealth su cui si fonda il gioco, dato che anche la semplice esplorazione delle città imporrà spesso la discrezione, a volte anche saltando di tetto in tetto. La meccanica di gioco di Assassin's Creed è stata pensata in funzione di due atteggiamenti e le azioni possibili si dividono così tra "modo" passivo e "modo" attivo. Scegliendo il primo, Altair potrà cercare di disperdersi anonimamente nella folla cercando di nascondersi alle guardie, oppure -e siamo al secondo "metodo"- potrà attirare l'attenzione dei guardiani, mettersi a correre, scalare le pareti, saltare come una gazzella prima di affrontare lo scontro. L'I.A. delle guardie è, infatti, discretamente evoluta e non occorrerà molto perché questi si rendano conto che sotto il cappuccio bianco di Altair si nasconde un criminale pericoloso. Si affretteranno allora a dare l'allarme e la fuga sarà così spesso la soluzione per evitare le difficoltà, magari simulando dopo una breve corsa la "posa" di pellegrino atto a pregare, dato che dopo alcuni secondi, le guardie non insisteranno nella ricerca e torneranno alle loro occupazioni abituali. L'attenzione e la solerzia della milizia cittadina va valuatata tramite un'icona presente su schermo (verde in caso di tranquillità, gialla nel caso di avvistamento), ma nel caso di eccessi di violenza o di "esibizionismo", le campane della città cominceranno a suonare l’allarme e le guardie attaccheranno a vista.
Nelle fasi d'esplorazione acrobatica, Assassin's Creed è anche molto somigliante alla trilogia di Prince of Persia, fra salti tripli e quadrupli, camminate e corse sui muri, grandi balzi e acrobazie degne di un saltimbanco, Altair sembra proprio il fratello palestinese del principe. Il sistema d'attacco/contrattacco, che appare in partenza ben semplice, sa arricchirsi e diventare più complesso via via nell'avventura, con, ad esempio, dei nemici che diventeranno più bravi ed abili e che non esiteranno a fare finte di corpo per deviare la vostra attenzione mentre uno dei loro colleghi attaccherà con dietro. In breve, se si mostra intuitivo, questo sistema richiederà un certo margine di apprendimento nel controllo, in particolare negli ultimi combattimenti del gioco. A parte i momenti di combattimento e quelli di esplorazione, per raggiungere gli obiettivi richiesti spesso è utile e necessario anche condurre un'indagine per ottenere il massimo di informazioni sui personaggi da assassinare. E qui entrano in gioco i personaggi di supporto, che, magari dietro un generoso compenso, possono offrire informazioni preziose o dettagli utilissimi.. e tutte le maniere sono buone per trovare il migliore mezzo per raggiungere il nostro obiettivo. Peccato solo che nel gioco non varii più di tanto le situazioni di ricerca, che hanno tendenza a ripetersi di una missione all'altra. Se la meccanica del gioco non cambia mai e può sembrare abbastanza rigida, gli obiettivi saranno situati in zone diverse, e si sbloccheranno con l'avanzare della missione (ogni città ne comprende tre). Il modo migliore per rendersi conto della vastità di ogni locations è selezionare sulla mappa uno degli edifici più alti, indicati da un'icona a forma di aquila, e raggiungerlo per procedere alla sua scalata per godersi il panorama da lassù. Con le sue tre grandi città, il suo regno, i suoi nuovi assassinii principali ed i suoi molti obiettivi secondari, Assassin's Creed riesce ad "avvinghiare" allo schermo per un bel pò di tempo. Tenuto conto della libertà d'azione che propone, la longevità effettiva oscillerà tra quindici e venti ore in media. Purtroppo, i caricamenti fra una fase e l'altra sono quasi sempre davvero lunghi ed uniti alla meccanica di gioco ripetitiva, fanno di Assassin's Creed un gioco ripetitivo e a volte anche un pò noioso. E questa è la principale fragilità del gioco, che si unisce alle incoerenze nelle reazioni delle guardie ed ai caricamneti troppo lunghi fra una fase ed un'altra. nel complesso, Assassin's Creed, non è quel capolavoro che i tempi di creazione e le parole degli sviluppatori avevano potuto fare immaginare, ma comunque ha un suo intrinseco valore. Si tratta insomma di un buon gioco, sia nel settore grafico che in quello sonoro, ed è anche affascinante nella sceneggiatura e nell'ambientazione storica. Peccato che la sua ripetitività ed il suo ritmo di gioco sempre uguale lo rendano dopo un pò alquanto noiosonel suo svolgimento, senza però impedire vari momenti di divertimento ed immedesimazione.
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