|
Dopo una fedeltà di anni alle consoles Sony, Ace Combat Next Gen arriva su Xbox 360, con lo stesso stile spettacolare ed esplosivo. Una delle serie più apprezzate degli ultimi anni, forte di 10 milioni di copie vendute nel mondo, approda sulla console Microsoft con Fires of Liberation, ennesimo episodio del simulatore di volo arcade più conosciuto nel settore videoludico. una storia di una guerra fra gli abitanti della pacifica città di Gracemeria sconvolta dall'invasione delle armate della Repubblica federale di Estovakia. Sopraffatta per numero e potenza di fuoco, l'aviazione della repubblica emmeriana ha così dovuto cedere il passo all'imponente forza bellica estovakiana, ma la resistenza dell'aviazione della piccola repubblica tenta un ultimo disperato tentativo di riconquista della libertà.... La sequenza della trama del gioco è descritta nel filmato d'apertura, che consente di conoscere i fatti susseguenti la capitolazione della città di Gracemeria e di improntare il classico taglio cinematografico d'effetto che ha sempre connotato la serie. Graficamente il gioco non appare comunque di altissimo livello, sebbene faccia la sua discreta figura. Il problema principale anche in questa versione next gen della serie, è però il solito: ad alcune decine di migliaia di piedi d'altitudine il gioco impressiona, sia per il livello di dettagli degli aerei che mette in scena, sia per le mappe dei territori visti dall'alto. Ma la "magia" si dissipa parecchio mentre ci si avvicina al suolo, e le locations appaiono così molto più grezze e prive dei dettagli che dall'alto sembravano perfetti. D'altro canto, va sottolineata la fluidità esemplare del gioco, che beneficia di frame rate stabile ed elevato in tutte le situazioni, grazie ad un motore grafico capace di garantire 60 FPS nonostante i tanti effetti visivi avanzati (belli gli effetti particellari, che offrono -in particolare- nuvole ed esplosioni molto realistiche, il sistema di illuminazione ed il realistico sistema di fogging). Anche il comparto audio è di livello discreto, con la presenza di effetti sonori credibili e ben fatti (dal classico rumore dei motori a quello assordante delle mitragliatrici). Non mancano anche frequenti conversazioni via radio fra pilota e torre di controllo, udibili nel corso del gioco, e che contribuiscono ad immergere ancor più il giocatore nel vivo dell'azione. Fin dal primo decollo, qualsiasi giocatore un pò esperto della serie Ace Combat troverà l'impatto del gioco abbastanza familiare. Fra messa in scena delle missioni, la gestione degli aerei, fino al look dell'interfaccia dell'elaboratore di bordo, Fire of Liberation rafforza il classico stile della serie Namco Bandai. La giocabilità è infatti, come sempre, garantita almeno in parte da un sistema di gestione a metà strada fra arcade e simulazione, in grado nonostante l'assenza di fattori quali il consumo di carburante, l'effetto turbolenza ed altri fattori puramente tecnici, di soddisfare le esigenze dia dei neofiti che degli utenti un pò più esperti. Naturalmente alla fine ciò che conta è la destrezza del pilota e la sua capacità di conservare il suo sangue freddo e la sua precisione di fronte alle situazioni pericolose che continuamente si incroceranno. Le missioni sono generalmente divise in tre obiettivi principali dai quali si può scegliere direttamente il punto di partenza, con un approccio molto più flessibile e che permette al giocatore di evolvere più liberamente nel cielo alla ricerca dei suoi obiettivi. Si potrà così decidere di sostenere inizialmente le truppe al suolo prima di affiancare le squadriglie che proteggono tale settore o anche concentrarsi sull'attacco di una base ostile prima di distruggere un punto strategico. Uno dei punti di forza è rappresentato dalla presenza di autentici e celebri aerei da guerra, ricreati perfettamente persino nella cabina interna: dal F-15 Strike Eagle, al F-22 Raptor, al Tornado e tanti altri. La trama è poi determinante nell'evoluzione delle quindici missioni facenti parte la modalità Campagna, visto che proprio dallo sviluppo del conflitto dipenderanno poi l'assegnazione degli obbiettivi primari e secondari di ciascuna missione, da portare a termine nel tempo stabilito secondo una sequenza non predeterminata. Le evoluzioni effettuabili durante le fasi di combattimento sono le classiche virate strette, le impennate, gli scarti laterali e tutte le acrobazie utili in combattimento. Va però detto che il feeling con gli aerei è meno facile da raggiungere rispetto alle versioni PS2 del gioco, e qualche volta tale difficoltà sfocia nella frustrazione vera e propria, dato che il sistema di controllo non è così immediato e facile da gestire. Il punto di forza maggiore è però rappresentato dalle modalità multiplayer via Live, disponibili per la prima volta nella serie: deathmatch singoli e di squadra, modalità cooperative e una fantastica battaglia globale per il controllo dei cieli. Si potranno in particolare rivivere le missioni della campagna "solo" con tre dei propri camerati. Il gioco potrà altrimenti accogliere fino a sedici giocatori per deathmatch o team deathmatch. Di fronte alla campagna solo e la sua quindicina di missioni da allacciare in una mezza dozzina di ore, il modo multiplayers è utilissimo per arricchire la durata di vita ed il valore di questo nuovo episodio della serie. Per ultima, ma non in ordine di importanza, Namco propone una modalità denominata Assedio in cui due squadre sono chiamate a difendere o attaccare determinate postazioni, facendo anche qui il verso alle celebri modalità di titoli storici come Unreal Tournament. Ed anche sotto il profilo tecnico, il comparto multiplayer on line dall'alto livello qualitativo e pressochè privo di problemi tecnici, purtroppo frequenti in molti altri titoli. L'esordio di Ace Combat su Xbox 360 può così dirsi discretamente riuscito, senza raggiungere vette qualitative di alto livello, ma con una accettabile soddisfazione per i fans della serie. Grafica e sonoro sono infatti poco più che sufficienti, la giocabilità non completamente soddisfacente, mentre è ottima la longevità, grazie soprattutto al supporto per le campagne on line. Tutto sommato Namco Bandai ha fatto un lavoro apprezzabile, ma crediamo che le qualità dell'Xbox 360 potessero garantire ancora di più, soprattutto sul piano visivo e del sonoro.
|