Martedi' 14 Ottobre 2008 - ore 18:43 :: Videogames e crisi mondiale: le opinioni di tre big del mercato giapponese
Scritta da
dem
Videogames e crisi mondiale: le opinioni di tre big del mercato giapponese
Come parte del Tokyo Game Show, i boss dei tre dei giganti dei videogames giapponesi, ossia Capcom, Namco Bandai e Square Enix hanno dato i loro suggerimenti nella crisi finanziaria mondiale e nella crescente natura globale dei videogiochi. Yoichi Wada presidente di Square Enix, il boss di Namco Bandai Shin Unozawa e quello di Capcom Kenzo Tsujimoto hanno così affrontato questi importanti temi, fornendo spunti che sono utili per capire l'evoluzione del delicato dettore dei videogames. Le turbolenze dei mercati finanziari sono stati il primo argomento di discussione, perchè potrebbero avere effetti importanti sul mondo dei videogames. Tsujimoto di Capcom ha spiegato che "non vuole cedere a sentimenti pessimistici" a causa dell'attuale crisi. Del resto, sostiene, la gente ha bisogno di trovare alcuni modi per intrattenere se stessi, soprattutto nei momenti di difficoltà. Così, con i giochi attuali disponibili a un prezzo ragionevole, "non dobbiamo essere troppo pessimisti". Wada di Square Enix ha convenuto che il mercato per l'intrattenimento videoludico non dovrebbe risentire troppo della crisi, e fintanto che l'industria "si mantiene in movimento", le cose dovrebbero funzionare. Unozawa di Namco ha affermato che le cose non vanno troppo male, anche se ha poi precisato che "non era in grado di impegnarsi per obiettivi sicuri". Per quanto riguarda il futuro e la strada da percorrere, Wada di Square Enix ha lodato la tecnica e la creatività dei titoli occidentali, il che suggerisce che in generale essi sono "molto ben fatti", e che, nel complesso, preferisce i giochi occidentali più di quelli giapponesi. Tsujimoto di Capcom afferma che "i team giapponesi non sono più i migliori", anche se le capacità e le competenze delle società giapponesi sono ancora eccellenti. Ipotesi confermata anche da Unozawa di Namco, che ritiene che gli sviluppatori giapponesi tecnicamente si sono fermati alla PlayStation 2, e sono stati "forse un pò lassisti". Riassumendo, i capi di tre delle grandi big giapponesi dei videogames fanno un pò di sana autocritica riguardo alle capacità creative e qualitative dei videogames nipponici, che stanno soccombendo sempre di più nel confronto con i titoli occidentali, anche se sostengono che le competenze ed il talento dei programmatori sono ancora eccellenti. Insomma: la colpa dell'attuale calo qualitativo sarebbe da imputare ad una certa pigrizia ed appagamento momentaneo e non dalla perdita delle capacità di creazione.
"The Answer",
autore della newsletter Playreview
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